Corbo: “Il potere Juve annoia. Napoli la novità. Sky accontenta i tifosi azzurri con la new entry Carnevale”

   
   

Antonio Corbo scrive sulla lotta scudetto Napoli-Juve nel suo editoriale per Repubblica ‘Il Graffio’:

“L’ultimo week-end segna un punto di confine all’interno del campionato di calcio. Come se ne cominciasse uno tutto nuovo. Con l’Inter terza a 15 punti dalla prima, corrono per lo scudetto solo due squadre, vicine in classifica ma diverse in tutto. Gioco, varietà di ricambi, arguzia politica, società, arbitri e informazione. Solo il primo elemento è nettamente favorevole al Napoli capolista, gli altri a memoria d’uomo sostengono la Juve seconda ad un punto. Come nei romanzi popolari, il pubblico si divide. Non è Nord contro Sud, perché il tifo italiano è stratificato. C’è qualcosa di diverso nello stadio globale: juventini e anti-juventini. I sei scudetti di Torino portano all’idea di un potere consolidato, quindi alla noia. Il Napoli è la novità. Con squadra povera, ristretta ma bella è il fascino che seduce gli esteti. È l’anti-potere innocente che piace a deboli e delusi della serie A.

Ma davvero il Napoli ce la può fare? Gli esperti pongono una condizione: che il 22 aprile, giorno di Juve-Napoli, Sarri abbia 4 punti. Più di Allegri. Quali sono i pregi e le insidie nelle prossime 14 gare?

1) Il gioco. Quello del Napoli è una poesia mandata a memoria, una recita perfetta che spiega tre controsorpassi e sette ribaltoni con squadre passate in vantaggio. Il possesso palla, a ritmi alti, lo rende irresistibile. Lo accredita come candidato allo scudetto. Ne legittima le ambizioni. La Juve fa più fatica. Ha segnato 7 gol in più (61 contro 54) e preso le stesse reti (15) per avere oggi un punto in meno.

2) I meccanismi. Quelli della Juve sembrano ossidati. La ricerca continua di alternative da parte di Allegri lo conferma. Sarri non tradisce i tre attaccanti superleggeri del 4-3-3 pur modificando le zone operative. In Napoli-Lazio, ha tentato di slabbrare la difesa laziale, rendendola asimmetrica. Si dice in gergo: il Napoli stringeva a destra e allargava a sinistra. Cioè? Attraeva sulla sua destra De Vrij, Radu e Lulic, a tratti Lucas Leiva. Fatalmente si allargavano gli spazi a sinistra per Insigne: stava più comodo con il mediocre Wallace e Marusic. L’altro trucco. Mertens mai prima punta, per creare un mulinello al centro: si è inserito spesso Callejon, vedi il gol del pari. L’ha raggiunto Jorginho con un passaggio-ponte per scavalcare il mucchio laziale. Sarri conferma i soliti, ma cerca soluzioni inedite.

3) Le riserve. Ha sorpreso il prestito di Nikola Maksimovic allo Spartak Mosca. Senza Ghoulam e con Chiriches malconcio con quella spalla trascurata, che senso aveva? Il motivo è coperto dal più geloso riserbo. Motivi personali. Le voci sono insistenti. Il difensore serbo aveva bisogno non di giocare, ma di guadagnare molto. Lo Spartak gli dà sei milioni per mezza stagione. Il triplo. La conferma è nel pianto a dirotto di Maksimovic, mentre abbracciava Sarri e compagni. Giusto concedergli quella opportunità, ma doveroso cercare un ricambio.

4) Gli arbitri. Anche venerdì a Firenze, le buone stelle hanno protetto la Juve. Un rigore assegnato e revocato alla Fiorentina dall’arbitro Guida, napoletano di Nola. Ennesimo motivo di discussioni. Nella partita con il Chievo, arbitro Maresca, napoletano di Torre Annunziata, la Juve finì 11 contro 9. Tutto regolare. La Juve non si lamenta affatto se l’arbitro è napoletano. In un mondo di sinistre fantasie, c’è chi pensa che possano essere condizionati al contrario. In una volata scudetto con due squadre che corrono fianco a fianco gli arbitraggi diventano decisivi. Il livornese Banti sabato sera ha espulso Sarri, che aveva detto: «Questo è rosso, non giallo». Si riferiva a Milinkovic che aveva afferrato il collo di Callejon. Negli spogliatoi di lusso per gli arbitri, Banti ha rivisto il replay nei due schermi. Si è convinto del doppio errore, mancata espulsione e rigore negato a Mertens. Garbate ma dirette le proteste di Giuntoli, Callejon e Jorginho, un tipo che ha personalità. Nell’intervallo qualcosa è successo. Banti è apparso più attento.

5) La comunicazione. Nel web spiovono accuse sulle tv. Sky le avrà valutate. Entra fra gli opinionisti Andrea Carnevale, ex Napoli. A Premium non si placano le polemiche sull’assenza del competente Maurizio Pistocchi, considerato «poco gradito alla Juve». Una storia mai ben chiarita. Che strano mondo, se gli scudetti non si vincono solo sul campo”.

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