Corbo: “Ronaldo alla Juve? Sarà più divertente batterli: ecco cinque buoni motivi per sostenere la sfida”

   
   

Antonio Corbo scrive sull’arrivo di Ronaldo alla Juve in chiave campionato:

“Ma davvero Ronaldo chiude il campionato prima che cominci? La Juve sta per annunciare il suo acquisto, dopo una serie di teatrali rinvii. È il segreto più conosciuto del calcio europeo, ma tutto fa spettacolo, a Torino come a Madrid. Anche i finti intoppi per un affare da tempo concluso. Competere con i campioni degli ultimi sette scudetti sembra impossibile. È la logica.

Terribile e ottusa la logica che oggi eccita gli juventini e deprime i tifosi degli altri grandi club. Mai fidarsi della logica del calcio. Lanciare la sfida per chi si è opposto finora con gioco aggressivo, novantuno punti e senza aiuti delle buone stelle è un dovere.

Diventa perfino divertente l’irriverenza di chi vuol mettere in discussione anche quest’anno lo strapotere juventino. Può riuscirvi anche il Napoli con una campagna finora asciutta. Dovrà chiedere il Napoli per primo alla Juve di scoprire le carte in campo.

Vedo, deve dire il Napoli. Ecco, andiamo a vedere quali sono gli spiragli. I margini. Gli effetti del colpo molto americano, disperato dopo la delusione in Champions ma anche un po’ guascone, sulla seconda squadra del calcio italiano.

1) Ronaldo libera De Laurentiis dall’ossessivo annuncio, quest’anno può non promettere lo scudetto. Lasciando la soluzione al campionato.

2) Nessun motivo di soggezione per il Napoli, se la Juve decide di strapagare un maturo bomber uscito malconcio dal mondiale russo con il suo Uruguay (Portogallo ndr). Trentatrè anni sono tanti. Richiamano subito l’immagine di un tramonto che non può risparmiare neanche il sontuoso campione portoghese. Il Napoli si rifugerà nel ricordo di aver preso a prezzo di mercato Diego a soli 24 anni ( 13,5 miliardi di lire) con un futuro e un talento immensi. Maradona venne a Napoli per vincere due scudetti italiani e la coppa del mondo quasi da solo, a Città del Messico. Anno 1986. Un trionfo con la devota collaborazione di otto disoccupati e tutta la sapiente direzione tecnica di Carlos Maria Bilardo. Quando si dice, un campione.

3) Il campionato carica di responsabilità Carlo Ancelotti, l’allenatore che ha vinto quasi tutto, quasi sempre, quasi ovunque. È chiamato a sostenere la sfida lui per primo. Nella sua luminosa carriera ha sempre avuto giocatori determinanti. Ce n’è uno in questo Napoli? Ci siamo: la lavagna di Ancelotti contro l’opulenza della Juve.

4) C’è un altro tema molto suggestivo. A parità tecnica di risorse tecniche, Ancelotti dovrà dissolvere con risultati concreti anche la bellezza del gioco di Sarri. Una bellezza che purtroppo sfioriva sempre in primavera.

5) C’è un momento per riflettere sui fatturati. La Juve dimostra come sia tutto possibile quando si ha la potenza di uno straordinario marketing. Il Napoli fa il massimo con una piccola struttura, lode ad Alessandro Formisano. Ma si può e deve fare di più. Ampliando il settore. Se i fatturati divergono: la Juve verso i 400 milioni, il Napoli verso la metà. Gli esperti di economia indicano nella scelta degli sponsor il primo elemento. Occorre forse una multinazionale. Siamo certi che un tifoso del Napoli possa comprare la maglia azzurra anche in Nuova Zelanda?”.

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