Iavarone: “Se il Napoli non impara a gestire le partite l’anno prossimo bisognerà costruire una squadra di Robot…”

 
 

Toni Iavarone scrive sulla prestazione del Napoli al Castellani sul suo blog

Immutabile Napoli, vince e si dispera. Alza la testa e, senza metterci tanto sprint, tramortisce l’Empoli, squadra di simpatia enorme, ma di mezzi ridottissimi. Poi, come se recitasse su un palcoscenico antico, si perde nel suo essere Napoli d’attacco e d’avventura. Perché quando l’attacco s’affloscia e l’avventura diventa un monotono tran tran, allora i teoremi di Sarri vanno a farsi un giretto altrove e i nostri azzurri precipitano nei propri inesauribili destini. Certo, il Napoli ha battuto 3-2 l’Empoli. Se, però, le cifre hanno un senso, studiamoci quelle del primo tempo e della ripresa per capire dove si nasconde lo sconforto per una vittoria.

Dunque, per 45’, il Napoli, senza strafare, segna tre gol all’Empoli, che inerme subisce. Quasi fossimo all’oratorio si gioca a porta unica. Tiri totali: sette a tre; tiri nello specchio: quattro a uno; passaggi riusciti 84.5%. Ora voltiamo pagina e analizziamo il secondo tempo. L’Empoli conta sette tiri contro i tre napoletani, i passaggi riusciti alla formazione di Martusciello salgono a dal 68% al 77%. Mentre il Napoli cala al 79%. La sofferenza napoletana la spiegano i numeri, ma è tradizione consolidata che se Hamsik e compagnia bella non giocano a ritmi altissimi, chiunque, pure all’Empoli – che nelle ultime sette partite aveva messo insieme un solo gol – quasi gli riesce la rimonta dopo il 3-0 iniziale.

Delle due l’una: o il Napoli impara a gestire le partite – e non sembri che si chieda la luna, carissimo Sarri – oppure bisognerà preparare per l’anno prossimo una squadra di Robocop, inossidabili, inarrestabili e per nulla umani. Ma chissà, forse, Sarri ha soltanto elaborato una preoccupazione generale, che dura da parecchi campionati: Ero troppo debole per difendermi, così ho attaccato. Tuttavia, il Napoli, tra le pieghe delle sue anomalie, regala comunque sorrisi. E sono i venti gol di Mertens, un Insigne da incorniciare e piazzare nella “hall of fame” azzurra , un Callejon tornato alla miglior verve e, soprattutto, una fila di partite che hanno portato punti e speranze. Dove le aspettative hanno un solo obiettivo: il secondo posto. La lotta con la Roma sarà “punto a punto”.

Già, per questo Napoli – che si nutre della retorica della consolazione – il gradino n.2 del podio rappresenta da tempo il traguardo massimo, là  dove tutto finisce e tutto ricomincia.

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