Dalla Lazio a Tor di Quinto, parla il Gen. Coletta:”Poco rispetto nei miei confronti…”

coletta

Dopo più di dieci anni trascorsi nel settore giovanile della Lazio, il Generale Coletta riparte da Tor di Quinto, in qualità di Direttore Generale

E’ stato l’arrivo che più ha fatto discutere in queste ultime settimane. Il passaggio del Generale Giulio Coletta, ex Responsabile del Settore Giovanile della Lazio, come nuovo scusate il gioco di parole, Direttore Generale del Tor di Quinto. Ufficializzato nella giornata di ieri dal Presidente Massimo Testa, siamo andati ad intercettare il diretto interessato. Per capire sensazioni e prospettive del nuovo incarico e ovviamente tornare pian piano al discorso Lazio. Cosa lascia e cosa resta. Qual è, secondo Coletta la direzione del Settore Giovanile biancoceleste. 

Da Responsabile del Settore Giovanile della Lazio al Tor di Quinto, come Direttore Generale, com’è stato il passaggio dal professionismo ai Dilettanti?
E’ stata una proposta del Presidente Massimo Testa, che conosco da ormai 50 anni. Mi ha detto perché non ci vieni a dare un mano? E per me è innanzitutto un grande onore e una grande responsabilità, porto qui al Tor di Quinto tutta la mia esperienza e le mie conoscenze, perché qui vedo grandi prospettive” 

Quali potenzialità vede nel Tor di Quinto, nelle varie categorie agonistiche e cosa oltre all’esperienza può portare a Via del Baiardo.
“Tante, come le ho detto poc’anzi. Quando sono arrivato ho fatto un discorso a tutti, spiegando che non portavo via il lavoro a nessuno, ne volevo togliere spazio a nessuno. Anzi devo rappresentare un valore aggiunto, portare qui quelle che sono le mie conoscenze in concerto con gli altri e aiutare il Tor di Quinto a crescere ancora”. 

Stagione che è iniziata nel migliore dei modi per il Tor di Quinto, in testa sia con la Juniores che con gli Allievi, sta tornando il club che abbiamo sempre conosciuto. 
“C’è grande prospettiva. Le due squadre da te citate stanno facendo molto bene e il merito è del lavoro dei ragazzi, degli allenatori e dei dirigenti che erano qui. Stiamo realizzando un buon lavoro anche dal basso e si vedranno i risultati nei prossimi anni. Stiamo svolgendo un programma che ci garantirà un buon futuro”. 

Dal presente al passato, cosa resta della sua esperienza alla Lazio, qual è il ricordo migliore e quale il peggiore.  
“Il migliore è di aver lavorato nella società per cui tifo, sono laziale per cui non c’è niente di più appassionante. Il peggiore è di aver lasciato il lavoro a metà, perché avevano svolto un buon lavoro, portando il Settore Giovanile della Lazio a diventare uno dei migliori in Italia. Adesso saranno problemi, ma sono cose che non mi riguardano”.

Come vede il percorso del Settore Giovanile della Lazio attuale, in difficoltà con gli Allievi, bene con i Giovanissimi.
“I risultati degli Allievi sono sotto gli occhi di tutti. Quando mai si è vista la Lazio quart’ultima nel suo Girone. Le difficoltà e le sconfitte sono frutto delle scelte fatte e adesso le stanno pagando. Con i Giovanissimi il lavoro è stato buono e i risultati si vedono, sia con i Fascia B che con i Nazionali. I problemi arriveranno quando invece i ‘2000, dovranno fare davvero i Nazionali. Li dovranno andare a prendere, vuol dire che Lotito dovra sborsare“.

L’addio avvenuto la scorsa estate. Cos’è che è andato storto e se le resta il rammarico.  
“Ciò che mi spiace come fatto capire è di aver dovuto abbandonare un lavoro lungo 11 anni. Sia per quanto avevamo fatto io e i miei collaboratori, per la fatica che ci abbiamo messo. Lavoro buttato in questo caso e ciò che mi spiace è stata la mancanza di rispetto avuta, non solo verso di me”. 

 

fonte: calcionazionale.it