Giovanili Napoli: tutta la verità sulla Scugnizzeria

   

Si parla sempre troppo della scarsa crescita o meglio “crescita zero” delle Giovanili del Napoli e allora proviamo a fare chiarezza sul lavoro svolto fin qui da Gianluca Grava.

Sparare sulle giovanili del Napoli sta diventando uno “sport” sempre più diffuso e da praticare prima e dopo i “pasti”. Probabilmente, il peccato originale nasce dalle aspettative troppo alte più volte create dallo stesso presidente Aurelio De Laurentiis. La “scugnizzeria” è un tema da sempre molto caro al presidentissimo azzurro, ma troppo spesso alle parole non sono seguiti i fatti lasciando la Cantera Azzurra ad oggi, e nonostante i tanti proclami, ancora senza una “casa” stabile. Aggiungiamoci, poi, che la nostra rabbia aumenta quando dei “purosangue” nostrani del calibro di Rolando Mandragora, ormai in orbita Juventus, e Cosimo La Ferrara, di proprietà del Milan, ci sfuggono sotto gli occhi.

Ma non è sempre tutto “buio” e allora cerchiamo di guardare il rovescio della medaglia provando a “sfatare” qualche mito. In primis, da quasi tre anni in società c’è un uomo che ha deciso di metterci la faccia sotto tutti i punti di vista, Gianluca Grava, uno di quelli che ha fatto del lavoro duro una ragione di vita. E allora, di fronte a un settore che non aveva mai conosciuto l’”anno zero” e non aveva mai posato finora la prima pietra per la ricostruzione, il primo passaggio era riallacciare i rapporti con le scuole calcio locali “picchiando” anche duro quando necessario e dando vita a degli sfoghi che avevano lo scopo di sensibilizzare la piazza. A livello dirigenziale Grava si avvale come braccio destro del fidatissimo Luigi Caffarelli nel ruolo di coordinatore reparto scounting mentre il lavoro quotidiano in giro per tutta la Campania è suddiviso tra don Salvatore Nardi, tornato quest’estate insieme agli innesti di Daniele Petrone ed Emanuele Maione. Il metodo applicato nella scelta dei ragazzi è uno soltanto: la “meritocrazia”.

Oggi una delle figure più “chiacchierate” è quella di Giampaolo Saurini, ex allenatore del Brescia Primavera dal 2008 al 2012, alla guida della Primavera Azzurra da ormai tre anni col supporto del suo secondo Giovanni Chiaiese. La squadra effettivamente non è mai stata in grado di raggiungere i play off scudetto anche se non dobbiamo dimenticare l’”exploit” dell’aprile 2013 quando gli azzurrini arrivarono a raggiungere la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Dopo il pareggio in trasferta con una “prodezza” di Tutino nella gara di ritorno al San Paolo, davanti a trentamila spettatori, il trofeo fu vinto dai bianconeri con un gol di Mattiello ai tempi supplementari (al 90′ la gara era terminata con il risultato di 1-1 con reti di Padovan e Novothny).

La squadra che ancora oggi va in campo, pur presentando dei prospetti interessantissimi come il bomber Antonio Negro e il portiere Alessio Gionta, non è ancora quella plasmata dallo staff di Grava. Infatti, Gianluca ha sempre dichiarato di sentirsi direttamente responsabile dei ragazzi dall’anno duemila in poi, anche se si cerca lentamente di inserire dei tasselli di qualità come il difensore Marco Milanese (clicca qui per articolo).

E’ giusto ricordare come nella categoria degli Allievi Nazionali A-B gli azzurrini allenati da mister Massimo Carnevale, stanno raccogliendo dei risultati di altissimo livello (clicca qui per articolo), mettendo in mostra ragazzi dal potenziale elevatissimo come Pelliccia, Messina, Gaetano e Manzi, prelevato dall’ Ischia e a Napoli in convitto.

Sempre Grava ha voluto l’iscrizione del Napoli al campionato di categoria Allievi Lega Pro guidati da mister Vincenzo Marino, vice di Delio Rossi per ben otto anni consecutivi,  che, seppur non stia raggiungendo risultati soddisfacenti, permette di creare un “cuscinetto” per la gestione dei ragazzi quest’anno classe duemila, che dopo l’esperienza tra i Giovanissimi Nazionali non sono ancora pronti al salto tra gli Allievi A e B.

Abbiamo prima accennato ai vari Mandragora e La Ferrara andati a dimostrare il proprio valore in altri “lidi” ed ecco che Grava anche qui ha deciso di porre rimedio, affidando la gestione dei ragazzi del 2005 a Giuseppe Barrucci, pezzo pregiato della scuola calcio Mariano Keller. Barrucci, ex giocatore della Primavera partenopea in squadra con i più famosi Fabio Cannavaro, Caruso e Ametrano ed ex calciatore di Ischia, Cavese e Turris sembra la persona giusta in grado di allenare e far emergere le qualità di questi ragazzi poco più che bambini, scelti e selezionati dallo scouting azzurro in tutta la Regione per portare a casa i più promettenti. Ma il lavoro non è terminato qui anzi i ragazzi classe 2004 sono stati affidati alle cure di mister Nocerino e dal famosissimo Mimmo D’Anto’, centravanti napoletano idolo delle curve a BattipagliaTaranto, voluto personalmente da Grava per insegnare ai ragazzi come battere il portiere. I giovani del 2003 oggi sono seguiti “a tutto campo “e allenati da Fabrizio Fabris, mentre i Giovanissimi Regionali ovvero i ragazzi dell’anno  2002 sono guidati da Gennaro Sorano, vecchio terzino del Napoli la cui carriera molto brillante è stata condizionata da un gravissimo infortunio, che svolge il doppio ruolo di allenatore e supervisor degli altri tecnici. Lo staff tecnico è stato anche arricchito dalla presenza di un preparatore dei portieri importante come Luca Sorrentino che sta svolgendo un lavoro eccezionale su prospetti come Marfella prelevato dal SavoiaCoppola di provenienza dal Martina Franca. Infine per completare l’organigramma della Cantera ricordiamo le figure di Cristiano Mozzillo, responsabile organizzativo delle giovanili e Davide Iorio, importantissimo team manager della Primavera.

“A dimostrare la compattezza dell’ambiente e l’interesse dell’intero staff dirigenziale partenopeo a Natale si è tenuta al centro di Sant’Antimo una meravigliosa festa che ha coinvolto l’intero settore giovanile con la presenza del Direttore Sportivo Cristiano Giuntoli e alcuni calciatori del calibro di Manolo Gabbiadini. Col “nuovo corso” Grava sta cercando di imporre una filosofia incentrata su una rigida disciplina basata su concentrazione, abnegazione e applicazione. Oggi, ad esempio, nei centri di Sant’Antimo e Lusciano (dove si allena la Primavera) non si può assistere agli allenamenti per evitare ogni forma di distrazione. Lui stesso da calciatore ha dimostrato come il lavoro duro paghi sempre e permetta di poter emergere anche a livelli altissimi. Oggi,come mai nessuno aveva fatto prima, ci sta mettendo la sua faccia lavorando fino a dodici ore al giorno al progetto scugnizzeria. Per questo motivo riteniamo già da un pò  di tempo (clicca qui per articolo) che sia giusto dargli fiducia e portare ancora un triennio di pazienza per poter giudicare in modo obiettivo e completo i suoi risultati.

Marco Lepore

Marco Lepore

Laureato in Economia Aziendale presso l'Università Federico II dal 2005, ho intrapreso questo percorso da 06/2015. Il principio a cui mi ispiro è: "stay hungry, stay foolish".

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3 thoughts on “Giovanili Napoli: tutta la verità sulla Scugnizzeria

  1. Buonasera,
    abbiamo dedicato un focus pochissimi giorni fa sullo splendido lavoro dei giovanissimi nazionali a cui siamo sempre stati molto affezionati ritenendolo il fiore all’occhiello della scugnizzeria. Tra l’altro apprezziamo da sempre le doti umane e sportive di Mister Panico. L’obiettivo però era dimostrare che la Cantera Azzurra ha tantissima qualità e seri professionisti. Spero ci possa continuare a seguire in quanto diamo tanto spazio a tutte le categorie.
    Le allego il focus sperando di farle cosa gradita
    Saluti
    Marco
    http://www.forzazzurri.net/giovanissimi-nazionali-napoli/

  2. Non è citato nemmeno mister Lello Costanzo, ma non lavora più per il Napoli?

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