Antonio Corbo scrive su Maradona al Napoli nel suo editoriale per Repubblica il Graffio
Basta attendere che le telecamere di Sky si spostino dallo stadio all’hotel Vesuvio, dove un maestoso Maradona accanto ad un pallido Alessandro Siani occupa tutta la scena con una rivelazione. Ha avuto nella sede della Filmauro un colloquio con Aurelio De Laurentiis, «che entrò senza capire molto di calcio ed ora è un vero esperto». Lo stesso Maradona annuncia che può entrare nel Napoli, già, ma per fare cosa? Diego pensa forse ad un ruolo operativo, dirigente magari. Parla da uomo di calcio che sa vincere («Yo fue siempre ganador», sono stato sempre un vincitore, il suo motto) e premette. «Io voglio che il Napoli dia del tu alle grandi squadre, Juve, Roma…», ma poi spiega meglio il progetto. Racconta l’emozione dei napoletani nel mondo, quelli che ha visto eccitarsi in Venezuela, Colombia… Ci siamo, è questa la chiave. De Laurentiis non molla il comando, Diego invece investirà tutto il suo fascino per ricollegare nel mito del Napoli e dei suoi due scudetti i milioni di tifosi del Napoli nel pianeta. Ecco chi può attrarre dollari, yen, pesos, bolivar fino ai renminbi cinesi, elevando marketing e fatturati. Il piano è però da limare, occorre forse creare una società di immagine per un corretto rapporto che svincoli Maradona, “evasore innocente”, dalle rivalse del fisco italiano. Vedremo.

