L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport scrive su Maurizio Sarri
“Sarri allenatore è venuto fuori dal mondo di sotto e con la sola forza della propria idea forte di calcio. Ci ha messo anni a costruire il suo gioco, ad affinarlo e imporlo. Stagioni di pane duro in Serie C, non esenti da esoneri. Sarri era considerato pazzo, visionario e velleitario, ma ha insistito e all’alba dei 55 anni, più o meno, ha salito l’ultimo gradino della scala di valori di Arbasino, è passato dallo status di «solito str…» a quello di «venerato maestro». Il suo bellissimo calcio è frutto di un’ossessione, quella dell’organizzazione curata al millimetro e di movimenti”.

