La prima in casa del Napoli contro il Milan ha confermato le buone cose già viste contro la Lazio. È vero, bisogna migliorare ancora alcuni aspetti in fase difensiva perché non sempre si riuscirà a recuperare e vincere tutte le partite, ma col tempo aggiusteremo anche quello.
Mister Ancelotti sta dimostrando di essere il valore aggiunto degli azzurri sia per come sta gestendo il gruppo e l’ambiente che per sagacia tattica. È vero, la vittoria sul Milan è stata condita anche da un pizzico di fortuna (come sottolineato dallo stesso allenatore) ma, consentitemi di dirlo, è arrivata soprattutto grazie a una mossa da parte del tecnico, che può annoverare tra le sue qualità migliori proprio la spiccata capacità di saper leggere le partite. Quando Carletto ha capito che il cambio modulo avrebbe potuto capovolgere le sorti della gara, non ci ha pensato due volte. I cambi al momento giusto hanno messo la squadra sui binari giusti, quelli della vittoria, e ora guida la classifica a punteggio pieno (6 punti) insieme alla ‘solita’ Juventus e alla sorpresa Spal.
È giusto sottolineare, come stanno facendo i migliori opinionisti, che siamo solo all’inizio e le squadre sono ancora in fase di rodaggio, ma le due vittorie del Napoli sono davvero importanti.
In primis, perché sono servite a stemperare un clima abbastanza rovente che si è venuto a creare in città tra una parte della tifoseria, la società calcio Napoli e il Comune; in secondo luogo, perché è stato fatto bottino pieno contro due “signore squadre” che gli esperti di griglie hanno piazzato nei primi sei posti al termine di questo campionato. Milan e Lazio sicuramente daranno battaglia a tutti per la conquista di un posto nell’Europa che conta, quindi, i sei punti raccolti hanno un valore fondamentale per i partenopei per il prosieguo del torneo.
Come detto in precedenza, Ancelotti sta dimostrando di essere un vero maestro nella gestione della rosa e dal punto di vista tattico, ma deve fare attenzione a una cosa: tenere a bada l’entusiasmo di tutti. E quando parlo di “tutti” mi riferisco non solo alla squadra, ma anche ai giornalisti e ai tifosi.
Perché scrivo questo? Ebbene, lo scorso anno Sarri affermò che lo scudetto l’avevamo perso in albergo a Firenze dopo aver assistito allo scempio di Inter-Juventus. Venivamo dalla vittoria contro i bianconeri che aveva ridotto le distanze a una sola lunghezza dal vertice, quindi, il calo emotivo che portò alla sconfitta contro la “Viola” il giorno dopo ci poteva pure stare (anche se non lo condivido).
Il vero problema, a mio avviso, senza nulla togliere al maestro Sarri, fu però la cattiva gestione, sotto ogni punto di vista, della settimana che portò il Napoli dalla epica vittoria contro la Juventus fino alla gara contro la Fiorentina. Troppi festeggiamenti, troppi tweet, addirittura in tante strade di Napoli e provincia furono sparati fuochi d’artificio. Le Tv locali abbondavano di esperti e tifosi che lodavano l’impresa del Napoli contro la Vecchia Signora.
Eppure, ancora mi chiedo: cosa era stato fatto di eccezionale? Avevamo vinto una partita importante sì, ma non decisiva, come poi è stato dimostrato dai fatti. È vero, il disastro di Orsato poteva aver minato la tranquillità dei nostri ragazzi, ma non trovo giusto ricondurre la sconfitta contro la Fiorentina solo ed esclusivamente ai fatti che si erano verificati in quel di San Siro la sera precedente. Il troppo entusiasmo dei giorni successivi all’impresa di Torino mi preoccupava non poco e, infatti, ciò che non doveva succedere a Firenze successe! Cosa andava fatto? La squadra andava isolata per tenere alta la concentrazione, le Tv e le radio dovevano sì riconoscere il merito agli azzurri, ma senza esaltare l’ambiente.
Ancelotti dovrà essere bravo anche in questo, ovvero, gestire gli umori di una piazza che troppo facilmente passa dall’esaltazione alla depressione e viceversa. Dovrà saper trasmettere la sua cd. “mentalità vincente” a squadra e ambiente. Sì, perché i veri vincenti non si esaltano per una battaglia vinta, ma lo fanno solo a obiettivo raggiunto, cioè quando vincono la guerra. Dovrà trasmettere a tanti il concetto del “poche chiacchiere” perchè quando ci sarà da vincere bisognerà farlo e basta, “senza Se e senza Ma”. Questa è la mentalità dei vincenti.
Forza Carletto, aiutaci a passare allo step successivo, quello più importante!

