TATTICAMENTE PARLANDO: I fattori imponderabili alla base di questa sconfitta

Non è stata la partita che speravamo di vedere per una serie di motivi che cercheremo di analizzare mettendo da parte la delusione. Delusione non per il risultato ma per tanti altri fattori “esterni” che tutti conoscono ma che nessuno “vede” o “sente”.

Cominciamo col dire subito che il Napoli è stato battuto dal livornese, a capo di una partita un po’ nervosa, condita dai soliti cori razzisti, dai buuuu a Koulibaly, dalle offese preventive e successive al tecnico del Napoli, dalle esortazioni ai tifosi ospiti di usare il sapone, dalle implorazioni al Vesuvio di lavarci col fuoco. Insomma, la classica cornice vergognosa nello stadio della juventus che, probabilmente, si vedrà comminare la consueta multa (pochi spiccioli), e tutti potranno continuare a far finta che nulla è accaduto.

Potranno farlo tutti senza problemi, tanto funziona così, del resto è capitato anche ad Allegri e a diversi giocatori della juve che a fine partita hanno dichiarato di non aver sentito i cori e i buuuuu razzisti. Mah! Credo che alla juve dovrebbero cominciare a pensare di affiancare al famosissimo dottor Agricola anche un otorino… E mentre a qualcuno è capitato di non sentire e basta c’è chi oltre a non sentire ha avuto anche la sfortuna di non vedere bene. E’ capitato al livornese Banti che non ha visto i falli da cartellino giallo di Alex Sandro, Chiellini, Cancelo. Non ha neanche visto il fallo da cartellino arancione dello stesso Cancelo, come non ha ritenuto da giallo il fallo di mano di Chiellini a fermare una ripartenza potenzialmente molto pericolosa del Napoli. Soprattutto non ha visto bene, ed è strano perché si trovava a pochi centimetri, la reazione con annessa testata di Bonucci ai danni di Allan. Ha sanzionato il bianconero con un giallo anziché il rosso previsto dal regolamento ed ha contemporaneamente ammonito Insigne reo, forse, di avergli fatto notare qualcosa di anomalo se non altro nella gestione dei cartellini, apparsa ai più un pochino sbilanciata da una sola parte. E ancora non ha ritenuto di sanzionare col giallo, per ben due volte, Cristiano Ronaldo che ha tirato in porta dopo il fischio arbitrale.

Detto questo cerchiamo adesso di analizzare quello che resta di una partita pesantemente indirizzata dagli errori commessi, sicuramente in buonafede, dall’arbitro Banti di Livorno, concittadino ed amico (cit. Aldo Agroppi) del tecnico juventino Allegri.

Il Napoli l’ha cominciata proprio con l’undici che avevamo anticipato venerdì (questione di moduli) così come la juve. Nei primi venti – venticinque minuti gli azzurri sono riusciti ad annichilire gli avversari con azioni veloci. Ogni volta che partivano i giocatori del Napoli creavano pericoli e mettevano in apprensione sia i giocatori juventini che i tifosi, al punto che in abbrivio di gara non trovavano nemmeno la forza di cantare i coretti vergognosi a loro tanto cari. Il forcing iniziale però ha fruttato solo un gol, ancora grida vendetta il palo colpito da Zielinski, ed al ventiseiesimo minuto l’errore di Hysaj sulla fascia ha permesso a Cristiano Ronaldo di crossare in modo preciso per Mandzukic che ha pareggiato sovrastando Mario Rui.

Da quel momento la partita è cambiata perché la juve ha ritrovato lo spirito battagliero ed il Napoli, con la difesa già gravata da due cartellini gialli troppo fiscali, ha accusato il colpo. Ad inizio ripresa la juventus ha trovato dopo pochi minuti il gol del vantaggio. Su un tiro di Cristiano Ronaldo finito sul palo la palla è carambolata proprio sui piedi di Mandzukic che non ha dovuto fare altro che appoggiare in rete. Il Napoli ha provato a reagire senza però rendersi troppo pericoloso ma al sessantesimo, col secondo giallo a Mario Rui e la mancata espulsione di Bonucci per la testata ad Allan, gli azzurri hanno definitivamente realizzato che la sfida non si giocava ad armi pari. Nonostante l’inferiorità numerica Ancelotti ha ridisegnato la squadra inserendo Milik e Malcuit al posto di Mertens, apparso in netta ripresa, e Zielinski.

Benché in dieci il Napoli ha riconquistato le fasce laterali ed ha sfiorato al settantaduesimo con Callejon il gol del 2-2, servito in modo perfetto da Milik. Lo spagnolo però non è stato abbastanza freddo e, solo d’avanti al portiere, si è fatto parare la conclusione troppo centrale. Quattro minuti dopo su calcio d’angolo la juventus ha trovato il gol del 3-1 che ha chiuso la partita proprio con quel Bonucci che era stato graziato dal livornese Banti circa 15 minuti prima. Quando si dice il destino…

Lorenzo Traettino

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