Va o resta? Se qualcuno dovesse mettere in scena un referendum popolare per la sua riconferma al Napoli, non ci sarebbero dubbi: il 100% dei votanti direbbe di sì! Ma Rafa Benitez è allenatore richiestissimo in tutti gli angoli della Terra. Quando De Laurentiis lo designò a successore di Mazzarri, gli promise mari e monti. Da quel momento, il tecnico madrileno, fresco campione di Europa League, ha intravisto nell’emergente club azzurro l’ennesima possibilità di scrivere grandi pagine di calcio, così come avvenuto con Valencia e Liverpool (e sì, anche con l’Inter). Alla conferenza stampa di presentazione fu subito amore tra lui, i giornalisti e i tifosi. Quel nomignolo, “Rafé”, lo identifica come uno di loro.
Finora ha contribuito ad aggiornare la bacheca del Napoli con al Coppa Italia, rinnovando la tradizione che vuole Benitez sempre vincente in ogni club con cui ha cominciato una nuova avventura professionale. Ma Rafa è stato più che chiaro: questa vittoria deve essere solo un antipasto di altre vittorie. Quella firma sul contratto nell’estate del 2013 è giunta dietro garanzia che anno dopo anno, questo Napoli sarebbe cresciuto tecnicamente e di personalità. Man mano che la stagione 2013-2014 volgeva al termine, però, qualcosa è cambiato.
Le prime sensazioni che Benitez non avrebbe subito accettato il rinnovo propostogli dal presidente sono giunte a gennaio, quando Rafa chiedeva a gran voce rinforzi per provare ancora a vincere lo scudetto e, perché no, anche per giocarsi la vittoria dell’Europa League. In questa sessione estiva gli è stato regalato solo Miguel Perez Cuesta (Michu). Lo aveva pensato come vice Higuain, al posto di Zapata. Ma ora sta provando Michu come vice Hamsik. Anche in questo caso, le risposte non sono ancora confortanti.
Prima di Dimaro, Benitez aveva chiesto almeno uno dei due centrocampisti da lui agognati. E invece, quasi alla vigilia dei preliminari Champions, si ritrova Behrami e Reina in meno e Gargano in rosa. Durante le conferenze stampa, sorride, a volte ride, ma quel gesto sembra più un digrignare di denti che un atto di felicità o di divertimento. La sua sagacia nel rispondere alle domande nasconde benissimo il suo stato d’animo. Quella gioia naturale, rispetto al suo arrivo a Napoli 12 mesi fa, è calata ed ha bisogno di un’iniezione nuova.
Benitez non rinnova il contratto perché intende vederci chiaro, quest’anno. Se la società vuol trattenerlo, già sa cosa fare: costruire una squadra vincente, formata il più possibile da giocatori vincenti. Una armata capace di sbaragliare la Juventus (e la Roma) e di diventare una certezza assoluta pure in Europa. Se così non fosse, tifosi e squadra perderebbero un patrimonio mondiale di saggezza e signorilità. De Laurentiis, vuoi correre questo rischio?
Fonte:Tmw

