Nel corso di ForzAzzurri, trasmissione ideata e condotta da Dario Catapano e in onda ogni venerdì sera su Tele Futura – canale 172 DGTV – e su Tele5 Napoli Channel, www.tele5napoli.it, è intervenuta Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, il tifoso morto in seguito alle ferite riportate a Roma. Ecco alcuni momenti dell’intervista.
Signora, è appena iniziato il campionato, qual è il messaggio che si sente di lanciare a tutte le tifoserie italiane?
“Io continuo a lanciare il solito messaggio di pace. Proprio qualche giorno fa ho parlato con i tifosi autori dello striscione apparso a Genova. Abbiamo visto le immagini bellissime che dovrebbero essere l’esempio di tutte le tifoserie e non solo del gemellaggio tra Genoa e Napoli. Ho ripetuto a questi ragazzi che non tutti sono uguali, che in ogni paese capita sempre di incontrare la pecora nera, ma loro devono continuare a comportarsi bene così come si stanno comportando. Io sono fiera, lo ripeto ancora una volta, dei tifosi napoletani. Non li conoscevo, adesso, mio malgrado, li sto conoscendo e devo dire che ci sono tanti ragazzi dal cuore d’oro, che amano il calcio, così come lo amava mio figlio Ciro. Questo mi da la forza di non smettere nonostante il dolore straziante che mi accompagna tutti i giorni. Vi garantisco che ci vuole la forza di Dio ma anche la forza di voi ragazzi, la vostra forza mi da tanto coraggio. Ci sono ancora persone che non riescono a recepire il mio messaggio, ma è colpa dell’ignoranza. Può darsi però che anche queste persone riusciranno ad essere coinvolte nel bello, nel buono del calcio e per questo che io continuerò a portare questo mio messaggio. Il calcio è unione, è aggregazione, è passione, è sport, è felicità. Mio figlio è stato vittima di un criminale, che aveva pianificato tutta l’aggressione. Un criminale ben deciso, che voleva far male e, purtroppo, ci è riuscito colpendo mio figlio.
Se spettasse a lei scrivere la fine di tutta questa storia quale finale immaginerebbe?
Forse io sono troppo fantasiosa, ma immaginerei un calcio universale, un calcio ricco di cori per la propria squadra. Vorrei vedere immagini festose all’uscita dallo stadio. Vorrei, per le persone che hanno ucciso mio figlio, il carcere a vita. Così avrebbero il tempo di pensare e riflettere al delitto che hanno commesso e potrebbero essere utilizzate da monito per scoraggiare chiunque abbia le stesse idee criminali.
Sappiamo che con tutta la famiglia sabato 13 settembre sarà a Milano per partecipare al 1° Memorial in onore di Ciro. Come ha accolto questa iniziativa?
Devo essere sincera, l’ho accolta con grande gioia, nonostante che di calcio non me ne intenda, l’unione mi da gioia. Mi sembra che tante persone hanno recepito il mio messaggio. Non mi espongo più per mio figlio perché nessuno me lo può più restituire, mi espongo come madre di tutti i ragazzi affinché questo calcio possa cambiare, almeno cambiare in parte.
Fabio Sorrentino
Articolo riproducibile previa citazione della fonte: ForzAzzurri.Net

