Chi ben comincia…..Contro il Verona si disputava il primo di un trittico
di anelli infuocati in cui Rafa Benitez dovrà passare ed uscire vittorioso per salvare la panchina e rilanciare il Napoli in campionato. Alla fine un risultato roboante impressiona la critica e i tifosi che fino a ieri avevano mestamente riposto ogni speranza di rivedere lo spumeggiante Napoli della passata stagione. Prestazione maiuscola di tutti gli azzurri: lo denotano il conto del possesso palla (65%), dei corner (15 a 3) e delle conclusioni a rete (27 a 8). Ciliegine sulla torta la doppietta di capitan Hamsik e la tripletta di Higuaìn che hanno ritrovato gol e sorrisi allontanando gli incubi cupi di questo inizio di stagione. A parte i primi 28 secondi, con una gara stravinta per 6-2 è difficile individuare due calciatori che si sono contraddistinti per la palma del migliore e l’onta del peggiore in campo.
TOP – Fra gli azzurri piacciono in tanti e per vari motivi. Insigne per la maturità acquisita, Callejon per la puntualità nei cross, Lopez per l’affidabilità (95 passaggi riusciti), Hamsik per una ritrovata continuità, Koulibaly per la fisicità (anche se sconta l’errore sul secondo gol gialloblù). A pari merito i top della serata sono il Pipita Higuaìn per l’abnegazione della ricerca del gol ed il pubblico del San Paolo che lo ha invocato e sostenuto senza soluzione di continuità. Per l’attaccante argentino il punto di forza è stata la serenità con cui ha affrontato il Verona senza (finalmente!) intestardirsi ed innervosirsi: si è visto il Gonzalo di sempre, capace di giocare per i compagni e di trovare con naturalezza la via del gol. Come detto, menzione speciale per i tifosi partenopei: non ha ceduto alla provocazione della stampa nazionale sulla presunta aggressione al pullman azzurro e, nonostante la doccia fredda di inizio gara, ha sostenuto la squadra per 94 minuti tornando ad essere il dodicesimo uomo in campo.
FLOP – Non è semplice, dicevamo, trovare un azzurro sotto la media. Qualcuno ha avuto momenti di appannamento ma
senza pregiudicare nel complesso la prestazione. Jorginho, sebbene appaia in crescita regalando geometrie e rapidità di manovra, e si immoli per evitare una ripartenza degli ospiti, non riesce a non collezionare cartellini gialli mostrandosi ancora in ritardo di preparazione. Albiol appare sempre lento ed insicuro ma si riscatta sbalordendo tutti quando all’84’ si beve mezzo Verona e serve la palla del 5-2 a Higuaìn. Koulibaly paga la scarsa esperienza, facendosi saltare come un birillo da Nico Lopez e regalandogli il gol del temporaneo pareggio. Ma il flop della serata va ancora una volta a Rafael Cabral, incolpevole sulla staffilata di Hallfredson al primo minuto, ma che sarà impallidito per tutto il primo tempo nel vedere il suo omonimo dirimpettaio compiere almeno 11 prodezze sulle conclusioni del Napoli mentre, dal canto suo, ha ancora elargito insicurezza al reparto arretrato partenopeo muovendosi timorosamente fra i pali e senza mai dare l’impressione di comandare la difesa e di essere il padrone dell’area di rigore azzurra.

