Dopo Roma e Young Boys, il Napoli chiude la settimana perfetta espugnando l’Artemio Franchi, stadio che dal gennaio del 2009, sta regalando sempre punti e soddisfazioni agli azzurri che ottengono così l’ottavo risultato utile consecutivo. La gara è delicata e Benitez si affida a chi finora ha offerto le maggiori garanzie. Nel complesso la prestazione degli azzurri è di qualità e qauntità, soprattutto nel primo tempo. In crescita, rispetto al passato, le prestazioni di Albiol e Rafael e Jorginho. Molto bene Koulibaly, David Lopez, Callejon e De Guzman. La Fiorentina tenta di arginare la manovra azzurra sfoderando uno sterile possesso palla. Nella ripresa la pressione aumenta ma i viola ottengono poco. Prima la traversa, poi Rafael ed infine Koulibaly rendono vane le uniche occasioni dei padroni di casa.
TOP – Finalmente anche a Firenze, Gonzalo Higuaìn piazza la sua prima
bandierina azzurra con una gara imperiosa, in cui regala giocate, intensità e anche una rete acrobatica che però è annullata per la posizione di partenza del Pipita. Le prova tutte con la solita generosità, sfiorando nel primo tempo il palo alla destra di un Neto impotente. Nella ripresa l’impegno profuso viene premiato con il gol che arriva dopo una maldestra respinta di Nenad Tomovic. Higuaìn raccoglie la palla vagante in area viola e regala ai tremila tifosi giunti nel capoluogo toscano la gioia della vittoria. Il Pipita è tornato e oltre alle reti regala momenti di puro spettacolo.
FLOP – Al minuto 28 del primo tempo Insigne è costretto ad uscire. Fino ad allora il Napoli aveva comandato la manovra e bloccato la Fiorentina nella sua metà campo grazie anche ad una prestazione maiuscola del piccolo frattese grazie anche ad una posizione più centrale nella linea mediana voluta da Benitez. L’ingresso di Mertens, suo sostituto naturale, dovrebbe garantire continuità ed invece mette in risalto da un lato tutta la maturità agonistica acquisita da Lorenzo Insigne, dall’altro la fase calante del centrocampista belga che esegue ogni giocata con freddo automatismo senza più quel calore e quel tocco di fantasia che eravamo abituati a vedere. Ma il peggiore della serata è ancora Marek Hamsik. Il capitano fa fatica a farsi trovare dai compagni anche perché Montella lo ingabbia fra Aquilani, Rodriguez e Savic e quando Mertens, nella ripresa, gli offre un’occasione irripetibile, lo slovacco riesce a gettare alle ortiche un gol fatto. E’ ormai una costante che Benitez lo sostituisca e De Guzman, al suo posto, riesce a dare più equilibrio arginando i disperati tentativi degli avversari di raggiungere il pari e ripartendo in avanti lasciando scorrere il cronometro.

