Col minimo sforzo arriva un utile pari che regala finalmente la qualificazione alla fase successiva. Ma molta, anzi tanta sofferenza per i mille tifosi partenopei che hanno accompagnato il Napoli in terra boema. Una prestazione incolore contro una squadra ostica, sempre vincente in casa nelle ultime cinque gare europee, ma con ampi limiti tattici e tecnici. Primo tempo regalato allo Sparta Praga ed una ripresa un po più equilibrata ma che solo un Rafel in serata di grazia dice di no con un paio di guizzi felini e nel complesso la retroguardia azzurra risponde alle recenti critiche con una prestazione convincente. Non basta, a mister Benitez, affidarsi al miglior undici disponibile; troppa confusione nella costruzione del gioco. Ancora una volta non trovano successo i tentativi del tecnico madrileno di arginare l’emergenza per i troppi assenti spostando fuori ruolo delle pedine chiave.
TOP – Non un bel Napoli, si diceva. E, soprattutto, non una prestazione all’altezza dello scenario europeo. In pochi hanno mostrato la giusta grinta e dato il loro contributo alla causa; le note di merito al già citato Rafael, ma anche al capitano Hamsik, impiegato ancora sulla sinistra, complice anche l’aria di casa, è sembrato più attivo e risoluto nella manovra. In una gara grigia l’unico tocco di colore lo offre David Lopez disputando una partita onesta, dinamica e senza particolari sbavature. Anzi, è proprio del centrocampista spagnolo l’unico vero tentativo di impensierire l’estremo difensore ceco nel primo tempo. Nella ripresa è sempre lui a rispondere in maniera duttile alle richieste di Benitez e, con l’ausilio di un buon Gargano, creano un’efficace diga sulla mediana.
FLOP – Se contro il Cagliari si era sentita molto la sua mancanza a centrocampo, ieri sera a Praga l’ex veronese Jorginho non si è messo in luce come sperava il tecnico partenopeo. Sebbene c’è da parte nostra la ferma convinzione che un calciatore del suo spessore, sia tecnico che tattico, abbia tutti i numeri per poter ricoprire il ruolo da trequartista, ieri, invece, il numero 8 azzurro mostrato tutti gli attuali limiti di non sapersi ancora esprimere quando aumentano le distanze fra se e i suoi compagni: una condizione che lo fa scomparire dal gioco mentre dovrebbe essere proprio lui la scintilla con cui innescare la carica dinamitarda di Gonzalo Higuaìn. Per l’economia del girone di Europa League, per fortuna, questa prestazione non ha inciso negativamente, ma è un segnale preoccupante considerate le esigenze che ha mister Benitez di poter trovare soluzioni alternative in attesa che giunga presto il mercato di gennaio.

