Come ci aveva anticipato a Bologna lo scorso 17 dicembre (leggi l’articolo qui), ieri mattina Antonella Leardi, nel giorno in cui il Napoli disputava la finale di Supercoppa in virtù della vittoria di quel tragico 3 maggio scorso, è tornata al Policlinico Gemelli di Roma a quasi sei mesi dalla morte del figlio Ciro. La “mamma d’Italia” non è solo una donna coraggiosa che sta avvrontando tutto e tutti per arrivare alla verità sull’omicidio del figlio. E’ anche una donna estremamente generosa e per questo, accompagnata del marito Giovanni, si recata nel nosocomio romano per consegnare doni e attrezzature alla rianimazione pediatrica. Lì i genitori di Ciro hanno donato dei carillon per i lettini dei piccoli degenti e attrezzature per il reparto. I doni sono stati acquistati grazie a una raccolta fondi lanciata dall’associazione “‘Ciro vive“. “Per me è molto importante – dice la signora Antonella – riuscire a trarre gioia e amore anche da un dolore così grande”.
Era una decisione presa da tempo, quella di Antonella Leardi, che proprio l’ospedale romano, “dove ho abbracciato Ciro per l’ultima volta”, dovesse essere la prima tappa di una serie di iniziative benefiche organizzate dall’associazione nata in memoria del tifoso azzurro. “È stato molto commovente ritornare – racconta la mamma di Ciro – al Gemelli dove ho trascorso gli ultimi giorni con Ciro. Ho condiviso gioie e dolori. Per questo ho pensato che fosse giusto iniziare dalla rianimazione pediatrica. Mio figlio amava i bimbi perché sono i più deboli. Anche quella maledetta sera si è avvicinato per aiutare, perché aveva sentito urlare”.
Poi arriva un’altra promessa: “Il prossimo 3 maggio 2015 organizzeremo a Roma la marcia della Pace in memoria di Ciro. Inviteremo tifosi di tutte le squadre, in particolare napoletani e romanisti che, ci auguriamo, siano uniti contro la violenza fuori e dentro gli stadi».

