Non è mai stato uno scugnizzo, però in un certo senso gli somiglia. Perché la sua Buenos Aires è città caliente e complicata almeno quanto Napoli. Carlitos Tevez è cresciuto con il santino del numero 10 per eccellenza, il connazionale Diego Armando Maradona, e stasera sbarca al San Paolo per la prima volta con lo stesso numero sulle spalle. Che alla Juve prima di lui è stato di Del Piero ma per l’argentino è sempre stato quello del Pibe de oro. Al Boca Carlitos aveva ereditato la maglia di Diego e con quella è diventato l’idolo della Bombonera, proprio come Maradona. Tevez in Argentina è amatissimo, anche più di Messi. Ha l’innata capacità di far innamorare i tifosi.
Stasera però il cuore di Maradona batterà più per Higuain, perché lui ha scelto la sua squadra del cuore, il Napoli, mentre Tevez ha ceduto alle lusinghe della Juve. “Un vero argentino non può giocare a Torino“, sentenziò Diego quando benedì la scelta azzurra di Gonzalo. Però Carlitos sa come si fanno i gol alla Maradona e stasera vuole vestirsi di nuovo da “Tevezdona”: è questo il nomignolo coniato per lui dai siti argentini per celebrare la prodezza in stile Diego (gol dopo una cavalcata di 60 metri palla al piede) nel recente 70 bianconero al Parma.
Al San Paolo Tevez non ha ancora mai giocato: tre precedenti contro il Napoli, uno a Manchester, uno a Torino e uno a Doha. Col City, nel confronto di Champions del 201112, finì in tribuna, con la Juve l’anno scorso era squalificato. A Doha ha segnato due reti agli azzurri ma alla fine ha perso la Supercoppa ai rigori e anche il confronto con l’amico-rivale Higuain: El Pipa, come lo chiama affettuosamente Carlitos, non ha sbagliato neanche dal dischetto, mentre l’Apache è stato fermato da Rafael.
Fonte: Gazzetta dello Sport

