Antonio Conte non ha aspettato il crollo di Bologna per intervenire. Come riporta il Corriere dello Sport, il tecnico del Napoli aveva già avviato un confronto diretto con i senatori dello spogliatoio nei giorni immediatamente successivi alla pesante sconfitta con il PSV e prima della vittoria contro l’Inter. Un segnale chiaro: la scossa doveva arrivare da dentro, non solo dalle parole.
“Dopo il Psv è stato abolito il ritiro pre partita in casa. È evidente, poi, che l’inserimento dei nuovi proceda a rilento, a parte rare eccezioni, innescando due meccanismi: logorio psicofisico per chi gioca sempre o di più, gap motivazionale per chi invece è ai margini. A Bologna, in panchina, c’erano un centinaio di milioni: Lucca (35), Beukema (31), Lang (25), Marianucci (9). L’olandese è diventato presto un caso in Olanda, e non può sfuggire l’involuzione di Neres. E pensare che De Bruyne è stato spesso indicato da una frangia della critica come la zavorra di un gioco carente da inizio stagione”.
Il quotidiano spiega che, dietro le ultime scelte, c’è la volontà di Conte di alleggerire la pressione interna e favorire un clima più disteso, anche se la gestione dei nuovi resta una questione aperta. Gli investimenti pesano, le gerarchie non sono ancora stabili e l’equilibrio tra chi gioca e chi resta fuori rischia di creare nuove tensioni.
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