Bilardo su Zeballos: “Ha qualità, ma servirà tempo”
Il Napoli continua a seguire con attenzione Exequiel Zeballos, esterno offensivo argentino considerato uno dei profili più interessanti per rinforzare l’attacco. Sul possibile adattamento del calciatore al campionato italiano si è espresso Favio Bilardo, agente FIFA argentino.
Il classe 2002 viene apprezzato per talento e personalità. Il suo percorso è stato però condizionato da alcuni problemi fisici, che gli hanno impedito di trovare continuità e di accumulare un numero maggiore di presenze.
L’eventuale trasferimento in Serie A richiederebbe quindi pazienza. Il calcio italiano presenta difficoltà tattiche e ritmi differenti. Zeballos avrebbe bisogno di tempo per comprendere il nuovo contesto e inserirsi nel sistema del Napoli.
Intervenuto ai microfoni di Radio Marte, Bilardo ha spiegato: “È un calciatore molto interessante, bravo ragazzo, ha avuto alcuni infortuni che gli hanno impedito di giocare molte partite. Giocare in Italia è molto difficile, quindi se Zeballos arriverà a Napoli dovrà avere il tempo di adattarsi. In ogni caso ha qualità e non dimentichiamoci che proviene dal Boca, già solo questo è un plus perché abituato alle pressioni del pubblico. Questo vale anche per coloro che provengono dal River o dall’Estudiantes. Però gli argentini sono simili agli italiani, si adattano subito”.
La provenienza dal Boca Juniors viene considerata un elemento importante. L’attaccante è infatti abituato a giocare in un ambiente esigente, nel quale la pressione del pubblico accompagna ogni partita.
Bilardo ha poi spostato l’attenzione su Lionel Messi e sul rendimento offerto durante il Mondiale. Secondo l’agente, la preparazione del fuoriclasse argentino è stata studiata nei dettagli.
L’esperienza negli Stati Uniti gli avrebbe consentito di gestire meglio le energie rispetto ai giocatori impegnati nei principali campionati europei. Messi sarebbe quindi arrivato alla competizione in condizioni migliori, senza il peso di una stagione particolarmente intensa.
Bilardo ha raccontato: “Sino a un certo punto, perché è vero che ha 39 anni ma si è preparato per questo Mondiale come fece Maradona nel 1994. O anche meglio vista la sua situazione di club. Negli States Messi in sostanza non ha disputato un campionato vero, non è allenante come quelli in Europa. Per mesi ha gestito le sue forze e ha preparato il Mondiale, il suo “Last Dance”, nel migliore dei modi. Non è arrivato ‘cotto’ come altri calciatori più giovani, che hanno giocato 70 gare o addirittura il Mondiale del club l’estate scorsa. Per questo, oltre alla sua classe, fa la differenza”.
La gestione fisica avrebbe dunque avuto un peso decisivo. Alla qualità tecnica si sarebbe aggiunta una condizione atletica costruita appositamente per affrontare il torneo.
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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