Il Wolfsburg, è la squadra di calcio dell’omonima città che in tutto il mondo è conosciuta per essere sede ufficiale della casa automoblistica Volkswagen più che per i risultati sul rettangolo di gioco del club locale. Ma le cose nel calcio, cambiano, e in fretta: perché dopo un campionato vinto nel 2009, e stagioni in cui si è rischiata anche la retrocessione (2011), il team biancoverde, oggi, è rinato e ha davanti solo il Bayern Monaco di Pep Guardiola nella corsa alla Bundesliga. L’Europa League, per i “lupi” di Heycknes, potrebbe essere il trofeo della definitiva consacrazione, anche economica, considerando la partecipazione, ormai quasi certa, alla prossima Champions League. Dinanzi a loro un bell’impedimento: il Napoli del re di coppe, Rafa Benitez.
Così come alla Juventus accade da sempre in Italia, calcio e automobili, anche nel caso del Wolfsburg, si intrecciano in un legame inscindibile. E, mai come oggi, è interessante rilevare come sia la passione per il pallone e per i motori a determinare un “matrimonio economico”, come lo ha definito l’ad Martin Winterkorn, che sta facendo grande il Wolfsburg e che consolida, di anno in anno, le ambizioni di dominio del calcio continentale
Per comprendere l’attuale potenza di Volkswagen, basti pensare che se in Germania il campionato finisse oggi, per la casa automobilistica tedesca ci sarebbe tanto da poter gioire: Bayern (il cui sponsor è la controllata Audi) campione di Germania , Wolfsburg vice-campione alle spalle dei più blasonati avversari. Ma non è tutto: perché, oltre al Wolfsburg e al Bayern infatti, la nota casa automobilistica vanta una significativa partecipazione nell’Inglostad, squadra prima in classifica nella B tedesca, e, manco a dirlo, sede dell’Audi.
Quindi Wolfsburg, è un progetto alimentato
dai soldi di Volkswagen: un progettoche stava miseramente fallendo con la retrocessione sfiorata solo 4 anni fa. Da lì, con un massiccio intervento economico pianificato dal management del gruppo auto, è stata costruita di recente la Volkswagen Arena e il mercato ha portato in dono, nel giro di un paio di stagioni, giocatori di prima grandezza e che, al momento, stanno facendo le fortune del tecnico Heycknes: Luiz Gustavo per 16 milioni, Kevin De Bruyne per 22 milioni, Andrè Schurlle (nella foto a destra) per 32 milioni. Ma non ci fermiamo ai 70 milioni del totale, perché il denaro investito è molto di più: e se dietro hai un colosso che, nel 2014, ha fatturato 202 miliardi di euro, dichiarando utili per 13, sognare poi, non costa nulla ma speriamo che il Napoli possa invece rappresentare un incubo visto anche il precedente di 26 anni fa quando gli azzurri conquistarono la Coppa Uefa ai danni dello Stoccarda dietro cui c’era l’altra potenza automobilistica tedesca: la Mercedes.
Massimo Avino

