Il Napoli esce sconfitto dalla sfida dell’Olimpico e si fa staccare dalla Roma per la corsa al secondo posto. Ma non è questo che ha scatenato l’ira della tifoseria azzurra che si è affidata a radio e social network per esternare il proprio disappunto. Ciò che fa davvero rabbia è il modo con cui è giunta la sconfitta e le tante attenuanti che da un lato giustificano gli azzurri ma dall’altro hanno messo in evidenzia tutti i limiti attuali di una formazione che potrebbe far un unico boccone degli avversari ma che sembra allergica al campionato e alle posizioni di vertice. Il tutto condito dalle scelte a dir poco discutibili di Rafa Benitez e quelle di Nicola Rizzoli che hanno pesantemente condizionato l’esito finale di Roma-Napoli
TOP – In una gara molto dinamica e combattuta la tattica e la tecnica sono state assenti non giustificate ma il merito di una partita scoppiettante è stato sicuramente merito delle ali che hanno spinto molto. Fra gli azzurri, però, ci sono stati dei distinguo. Sicuramente positiva la prestazione di Dries Mertens che vince il ballottaggio con Insigne e si carica sulle spalle l’intera squadra e quando può sfonda le linee avversarie e penetra in area giallorossa come una lama nel burro. E’ di certo il più sveglio ed attivo dei suoi. Col supporto di Ghoulam, specie nel primo tempo crea spesso la superiorità numerica sull’esterno, ma pecca di precisione nella fase cruciale del cross o dell’ultimo passaggio. Anche nel tiro poteva essere più decisivo ma quando ci riesce ha la malasorte di trovarsi dinanzi un De Sanctis in grande spolvero.
FLOP – In molti fra gli azzurri badano più alla quantità che alla qualità,
ma contro la formazione di Garcia sarebbe anche bastato se non ci fosse mancato il guizzo in più per battere i padroni di casa. Certo delude la prestazione di Jorginho e anche quella di De Guzman preferito a capitan Hamsik.Ma se la fascia sinistra azzurra ha fatto il suo dovere creando abbastanza, quella destra bada più a non prenderle piuttosto ad offendere. Per Josè Callejon una gara all’insegna della confusione, soprattutto mentale che limita le giocate dello spagnolo. Dalla sua i tanti recuperi pregevoli sui giallorossi, ma è da lui devono arrivare gol pesanti che invece continuano a mancare. Ha perso anche fiducia, come testimonia il contropiede che non conclude e in cui preferisce servire De Guzman piuttosto che mettere in rete da posizione favorevolissima.
Massimo Avino

