Domani sarà decisa la sorte di Hristyian Ilievski, il macedone che ha scelto di collaborare con gli inquirenti cremonesi che nel lontano 2011 decisero dovesse essere arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Si è presentato loro oltre tre anni dopo, esattamente due settimane fa, e se la sua collaborazione sia stata ritenuta sufficiente lo deciderà il gip di Cremona Guido Salvini, che mercoledì lo interrogherà nuovamente per valutare la sua istanza di scarcerazione.
Ilievski, meglio conosciuto come “lo zingaro” è stato sentito nuovamente ieri pomeriggio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse: se la sua collaborazione sia sufficiente, lo deciderà infatti il gip Guido Salvini, che mercoledì lo interrogherà per valutare la sua istanza di scarcerazione. Da quel che è trapelato, il macedone davanti al procuratore Roberto Di Martino, è tornato a parlare del genoano Giuseppe Sculli, che fu chiamato in causa per errore da qualche giornale.
Ilievski ha, comunque, già confermato i suoi incontri con gli ungheresi a Cernobbio (Como). A loro, infatti, era stato affidato dal gruppo di scommettitori di Singapore il compito di portare i soldi per truccare le partite, dopo che il primo arresto avevano scompaginato il gruppo degli zingari. Lo fecero, ricorda il macedone, per corrompere i giocatori di Lecce-Bari nel 2011, in occasione della quale Ilievski racconta di aver incontrato l’ex capitano della Lazio, Stefano Mauri che fece il gesto “di assenso con la testa” di cui il macedone aveva bisogno.
Massimo Avino
Calcioscommesse: Ilievski lo zingaro vuota il sacco. La serie A trema?
fonte: ANSA

