La rabbia stavolta non è riuscita a covarla in silenzio. Questa volta Gonzalo Higuain ha fatto qualcosa che fino ad adesso non aveva mai fatto. Neppure aveva osato pensare. Non un gesto eclatante, ma la stizza e (forse) lo stupore quando ha visto sulla lavagnetta luminosa, al minuto 68, apparire il suo numero, questa volta non se l’è tenute dentro. Il Pipita non ha affatto gradito la sostituzione nel finale di gara:aveva giocato male, ma né più né meno di tutti gli altri; si era impegnato pochino ma senz’altro era andato molto meglio di qualcun altro.
E poi lui è il Pipita, il gol d’istinto, il colpo di magia, può metterlo a segno in ogni attimo. Gli basta davvero una frazione di secondo, come è successo all’Olimpico di Torino il 16 marzo scorso.E invece al momento del rush finale Benitez ha richiamato proprio Higuain e l’argentino si è accomodato verso il bordocampo senza convinzione, attento a non lasciar trasparire troppe emozioni. A un certo punto, quel passo lento,si è trasformato in qualcosa d’altro: ha mosso le mani in un gesto che avrà sicuramente imparato per le strade di Napoli e mentre Rafa gli tendeva la mano lui in maniera piuttosto eclatante, nella gestualità, ha borbottato: «Perché mi fai uscire?».
Le mani avanti indietro, chiuse, in un dondolio che sa tanto di gesti mimati dai vicoli di Napoli. Un modo anche per dire, perché fai uscire proprio me? E così dopo aver dato la mano a Zapata, che gli subentrava, il fenomeno di Brest non ha guardato più verso Benitez e si è seduto in panca borbottando, scuotendo il capo e non rispondendo neppure ai compagni seduti al suo fianco che facevano segni inequivocabili a non fare drammi.
Le gambe lunghe e l’atteggiamento a guascone di chi sente di aver subito un torto. Dopo la doccia il giocatore si è infilato nel pullman senza rilasciare dichiarazioni, limitandosi a firmare qualche autografo, eppure continuando a borbottare, ma in modo quasi trasognato, come se pensasse ad alta voce. No, ai campioni non piace essere sostituiti. Del resto Higuain di questi tempi dà la sensazione di non essere proprio tranquillo: non segna dalla notte di Torino e per un bomber che sembrava lanciato verso la vetta della classifica dei cannonieri italiani è una gran mazzata.
Anche perché sa come sia importante fare gol e conquistare le copertine nei giorni in cui il ct Sabella sta facendo le scelte per il Brasile. D’altronde, la scelta di Benitez non a caso è un duro richiamo alla realtà: nelle ultime 4 gare in campionato, quelle in cui il Pipita non segna, è stato sostituito tre volte nel finale. E a Catania non è partito titolare. Proprio nella gara in cui gli azzurri hanno segnato 4 gol in trasferta.Dunque qualcosa non va nell’atteggiamento dell’argentino.
E forse questi continui cambia fine partita sono un segnale che Gonzalo non gradisce. E allora? Benitez non fa drammi, ammette di essersi accorto dei malumori di Higuain ma non si scompone: «Io non ho visto nessun gesto. Sono convinto di aver fatto le scelte giuste. Duvan sta dimostrando di poter fare bene e ha bisogno di Giocare».
Fonte:calcionapoliblog

