Lorenzo Insigne, uomo del momento, è intervenuto in conferenza stampa da Coverciano dove ha raccontato l’ultimo momento del Napoli e le figure cardine della sua carriera: “Mi fanno piacere gli elogi dopo San Siro, uscire con gli applausi anche dei tifosi rossoneri. Spero di continuare così. I miei genitori sono sempre stati vicini a me, da piccolo ho fatto tanti sacrifici.
Non mi piaceva andare a scuola e il pomeriggio mi allenavo nelle giovanili del Napoli. I sacrifici mi hanno ripagato. Facevo l’ambulante e andavo a vendere vestiti. In casa c’è sempre stata allegria. Ora spero di migliorare ancora.
Maglia numero dieci? Non bisogna scomodare Maradona, è il più forte di tutti i tempi. La dieci sarebbe un peso e un’emozione ma ora ho il 24 e non ci penso.
Napoli da Scudetto? E’ presto, ora stiamo facendo bene ma andiamo cauti. Certo, ci proveremo fino alla fine. Ho semopre dato l’ok al club per restare il più al lungo possibile al Napoli. E’ il sogno di qualunque bambino di Napoli. All’inizio ebbi problemi con la tifoseria ma è tutto passato e penso a far bene per Napoli e il Napoli.
Benitez? Devo tanto anche a lui, mi ha fatto crescere a livello difensivo nel 4-2-3-1; nel 4-3-3 mi diverto di più. Non ho mai pensato di andar via da Napoli, ho reagito ai fischi a volte solo perchè sono il primo tifoso del Napoli.
L’infortunio dello scorso anno ti ha condizionato? Non mi sono mai abbattuto.
Sarri? Dal primo giorno che è arrivato non mai abbiamo mai dubitato del suo valore. L’anno scorso il suo Empoli giocava benissimo a calcio. Ci ha subito trasmesso grande grinta, all’inizio credeva in un modulo ma poi come tutti i grandi ha capito di dover cambiare. Nello spogliatoio parlavamo spesso del 4-3-3 anche l’anno passato, Sarri mi ha chiesto dove potevo rendere al meglio. Col 4-3-3 noi esterni ci esprimiamo meglio. Con Zeman mi sono trovato bene ma anche con Sarri e i movimenti sono più o meno gli stessi. Zeman è stato per me molto importante, mi ha fatto maturare tanto”Non ho avuto problemi sulla posizione. Trequartista o esterno era il 100% per la squadra. Mi trovo bene nel 4-3-3, come avete visto dai tempi di Zeman. Ora spero di ripagare la fiducia di Conte. Non giudico il modulo della Nazionale, l’importante è dare il massimo per la vittoria. Vado in campo per divertirmi, nessun peso.
Jorginho? “Dal primo giorno che è arrivato non mai abbiamo mai dubitato del suo valore. L’anno scorso il suo Empoli giocava benissimo a calcio. Ci ha subito trasmesso grande grinta, all’inizio credeva in un modulo ma poi come tutti i grandi ha capito di dover cambiare. Nello spogliatoio parlavamo spesso del 4-3-3 anche l’anno passato, Sarri mi ha chiesto dove potevo rendere al meglio. Col 4-3-3 noi esterni ci esprimiamo meglio. Con Zeman mi sono trovato bene ma anche con Sarri e i movimenti sono più o meno gli stessi. Zeman è stato per me molto importante, mi ha fatto maturare tanto. Immobile? Mi dispiace per il suo momento difficile ma deve continuare a lottare e tornerà in nazionale”.
Fonte: gonfialarete.com

