L’edizione odierna di Repubblica scrive sulla presunta resistenza ad un pubblico ufficiale da parte di De Laurentiis avvenuta all’aeroporto di Capodichino
Il presidente del Napoli, prima della partenza per il ritiro in Trentino l’11 luglio scorso, aveva preteso, stando ad una prima ricostruzione, di essere accompagnato al charter con un mezzo privato, da lì il litigio con un poliziotto. Ecco le parole del patron azzurro, che adesso è indagato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, rivolte all’agente e riportate dal quotidiano:
“Lei se ne può andare. Non ho bisogno di lei né della sua scorta, vada a fare servizio da un’altra parte”.
“Non contento però De Laurentiis chiede a un poliziotto di portargli i bagagli. E la divisa cortesemente si rifiuta. Non è certo un facchino. A questo punto gli insulti. […] La gomitata al collo provoca lesioni al sostituto commissario guaribili in cinque giorni. Quest’ultimo sporge denuncia, mentre interviene la Silp Cgil: “Se de Laurentiis giunge ad aggredire fisicamente i poliziotti provocando loro contusioni e lesioni, è mortificante per i lavoratori della polizia e ignobile per chi si crede al di sopra della legge. La polizia è al servizio dei cittadini e non, come crede de Laurentiis, dei privati”.
De Laurentiis, ascoltato dai pm, ha spiegato che in quei giorni era particolarmente nervoso per le contestazioni della tifoseria insoddisfatta per la campagna acquisti.

