La Gazzetta dello Sport in edicola oggi analizza Inter-Napoli sottolineando alcuni aspetti importanti
“Inter scalzata dalla vetta, il campionato ha un nuovo padrone, il Napoli di «Sarri Potter», allenatore maghetto che sta riuscendo laddove avevano fallito Mazzarri e Benitez. La parola scudetto è pronunciabile, in barba a ogni scaramanzia: se non ora quan do? Higuain nuovo Maradona per carisma e capacità di trasci nare masse di napoletani, al di là delle differenze di ruolo e di spessore tecnico. Centravanti straordinario, capocannoniere autore di due gol indimentica bili per potenza e precisione di tiro. Dal Pibe al Pipita, e le statistiche legittimano l’accostamento: nell’aprile del 1990, più di 25 anni fa, l’ultima volta del Napoli da solo primo in classifica, quando c’era Maradona e quando si festeggiò il secondo scudetto della storia azzurra (i tifosi sono autorizzati a toccare ferro, legno e quant’altro)”
Il quotidiano sottolinea, però, anche alcuni aspetti negativi della gara:
“L’Inter ha più scorza dura, più muscoli, più cattiveria, i tre elementi che sono mancati alla nuova capolista in coda alla serata – fino al 2-0 indiscutibile – si è scoperta fragile. Ecco, chi cerca un pelo nell’uovo deve rovistare qui, nel pagliaio delle vecchie insicurezze napoletane, retaggio dell’era Benitez. Il 2-0 andava blindato, Sarri ha operato cambi difensivi e protettivi ma ha ottenuto l’effetto opposto. Se Sarri mette a posto questa faccia oscura della luna, se completa l’addestramento di Ghoulam e Koulibaly, a sprazzi ostaggi di certi fantasmi, e se la tenuta fisica del Napoli resterà tale a primavera, il Napoli pronuncerà quella parolina”
