E anche questa volta sarà un po’ come tornare a casa. «Se vorrai quando smetterai di giocare, il giorno più lontano possibile, sappi che nella famiglia dell’Udinese per te ci sarà sempre un posto. Anche da dirigente». Pozzo padre, un po’ papà Pozzo in questo caso, salutò così Gokhan Inler, dopo quattro stagioni. Perché certe storie non finiscono mai, non possono, anche se ormai la sua casa è il mare e la sua vita non è un più un film in bianco e nero. Tutt’altro: azzurro-Napoli. Nel nome di Rafa. La stima. E allora, il racconto della lunga, emozionate vigilia di Inler. Un giocatore silenzioso, sorridente e mai sopra le righe, che a Benitez piace da matti. Centrocampista ideale, o giù di lì, per il tecnico spagnolo, proprio come lo era per Marino e Guidolin ai tempi dell’Udinese. Ecco, la continuità tra il presente e il passato sta proprio in questo dettaglio: la stima di quei tempi equivale a quella di oggi. E di certo di domani: Rafa lo ha già indicato nella lista del Napoli del futuro, e poco importa se tra qualche mese potrebbero tornare alla carica i club che a gennaio avrebbero voluto acquistarlo (Borussia Dortmund e Galatasaray).
Intrecci. A proposito, la Coppa del Mondo è sempre il traguardo di una vita e il Mundial brasileiro avrà per Gokhan un sapore speciale per una questione di cuore: il suo manager, Dino Lamberti, s’è formato calcisticamente proprio in Brasile.
Indimenticabile. Udinese e l’Udinese, dicevamo. La squadra che l’ha lanciato e che, dopo quattro stagioni, gli ha spalancato le porte di Napoli: 18 milioni di euro. Senza mai dimenticare il passato: amici veri, da quelle parti, ne ha ancora, ed è per questo che sabato per lui non sarà una partita qualsiasi. Anzi, non lo sarà mai.
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