A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Gianfranco Lucariello, giornalista:
“Speriamo che la giustizia faccia presto chiarezza. La volontà della squadra era quella di non giocare dopo aver appreso la notizia, falsa, di un morto ed anche i tifosi la pensavano nello stesso modo. I giocatori del Napoli e la tifoseria erano quindi sulla stessa linea: se ci fosse stato il morto, non si sarebbe giocato.
Ieri, l’atmosfera del San Paolo è stata davvero strana. I tifosi, così come noi, eravamo addolorati. Tutta la città è addolorata e preoccupata per le condizioni di Ciro, vittima di un agguato. Anziché cercare i motivi veri di questo agguato, si parla della curva, del capo della curva. Si sta spostando l’interesse: c’è un ragazzo che sta morendo ed invece tutti parlano di Genny la Carogna. La vera vergogna è che c’è un ragazzo in fin di vita e che fino a poche ore fa non poteva contare nemmeno sull’affetto della famiglia che era stata allontanata.
Anche ieri il pubblico di Napoli ha avuto un atteggiamento corretto e anche quelle magliette che si pensava potessero indossare 30.000 persone, in realtà non sono circolate”.
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