ATP Finals 2019: nessun italiano ha mai vinto una partita nell’ultimo torneo dell’anno, ci riuscirà Matteo Berrettini?

 
 
   

Tra gli obiettivi che Matteo Berrettini avrà alla sua prima partecipazione ale ATP Finals a Londra da domenica prossima, oltre alla qualificazione alle semifinali che oggettivamente sembra improbabile, può esserci quello di diventare il primo italiano della storia a vincere una partita nel torneo conclusivo dell’annata del circuito maschile.

I due portacolori che hanno preceduto Berrettini non ci sono riusciti: Adriano Panatta, nel 1975 a Stoccolma, perse tutte le partite del suo girone contro lo spagnolo Manolo Orantes, il romeno Ilie Nastase e lo statunitense Arthur Ashe, vincendo solo un set, tra l’altro contro Nastase, che poi vinse per la quarta volta il torneo. Stesso discorso per Corrado Barazzutti che nel 1978 perse con gli statunitensi Brian Gottfried ed Eddie Dibbs e col messicano Raul Ramirez vincendo un set con quest’ultimo.

Inutile dire che non solo l’approdo alle semifinali ma anche solamente vincere una partita sarà un’impresa notevole per Berrettini. Il 23enne romano è infatti capitato in un vero e proprio girone di ferro con Novak Djokovic, Roger Federer e Dominic Thiem, molto più forte in teoria dell’altro girone in cui ci sono Rafael Nadal, Daniil Medvedev, Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev, che diventerebbe ancora più debole se Rafa dovesse rinunciare e gli subentrasse il connazionale Roberto Bautista Agut.

Sarà proprio il 23enne romano ad aprire il programma del torneo domani alle 15.00 ora italiana con Djokovic, col quale non ha nessun precedente. Contro Federer ha raccolto solo cinque game negli ottavi di finale di Wimbledon entrando in campo paralizzato dal terrore e c’è il rischio che la cosa si ripeta contro Nole, inoltre c’è da mettere in conto anche la stanchezza fisica che Matteo è sembrato accusare nelle ultime partite.

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Per questo il match con Thiem, che quest’anno ha già battuto una volta a Shanghai, sembra il più abbordabile, o il meno proibitivo, anche per la minore attitudine alle superfici veloci rispetto alla terra battuta da parte dell’austriaco, che pure ha fatto molti progressi. Anche se Berrettini non dovesse vincere neanche una partita lo dovremmo celebrare come merita (e lo abbiamo già fatto) per la straordinaria annata che ha disputato, ma se dovesse riuscirci, o se addirittura dovesse approdare alle semifinali, sarebbe l’ennesima grande festa di questo 2019 per il tennis italiano maschile.

massimiliano.valle@oasport.it

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Foto: Shutterstock