Basket: Umberto Gandini a tutto campo su Serie A, ripresa, formato playoff e scenari futuri

Umberto Gandini, presidente della LegaBasket Serie A da nemmeno un mese, traccia in un comunicato e nelle risposte alla stampa autorizzata la strada che potrebbe portare, nel caso in cui vi fossero le condizioni, alla ripresa e conclusione del campionato 2019-2020. Una prospettiva, questa, che ad oggi resta non semplice non solo in Italia, ma anche in altri Paesi: alle 19 leghe europee che avevano chiuso in anticipo la stagione si è aggiunta oggi la VTB League, che riunisce il meglio delle squadre dell’Europa dell’Est, mentre in Grecia è vivo lo scontro lega-giocatori (l’una intende chiudere, gli altri si lamentano per non esser stati interpellati).

Sulla ripresa della stagione: “Lavoriamo in un sistema che, a differenza del calcio, ha i maggiori ricavi provenienti dal botteghino e dalle sponsorizzazioni ed è chiaro che riprendere a giocare a porte chiuse sarebbe una situazione non certo ideale. […]Noi abbiamo un ruolo istituzionale che ci impone di pensare di poter riprendere ma al tempo stesso siamo attenti e sensibili a quanto sta succedendo in Italia e nel mondo e non vogliamo costituire un problema. Si tratta di un tema che dovremmo affrontare con le autorità sanitarie e governative più avanti ma pensiamo anche che lo sport possa funzionare da antidoto e dare uno svago a chi non può muoversi per le limitazioni necessarie“.

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Sulla composizione delle squadre (a tal proposito, solo alla Reyer Venezia sono rimasti tutti al momento): “E’ un dato di fatto che i roster di oggi non sono quelli del 7 marzo quando ci siamo fermati e non saranno nemmeno quelli che avremo quando ripartiremo e difficilmente potremmo risolvere questa situazione. Poi vi sono altre situazioni in cui i giocatori hanno lasciato l’Italia e difficilmente potranno ritornare, a causa anche delle prescrizioni del proprio governo d’origine. Noi cercheremo di riproporre, quando avremo definito una eventuale data di ripresa e format, anche modifiche alle DOA per dare più possibile equità ai roster“.

Sulla classifica da considerare in caso di conclusione anticipata: “Non abbiamo ancora deciso cosa sarà di questa stagione ma resto comunque convinto che, in caso di chiusura anticipata, il punto di riferimento debba essere la fine del girone di andata, visto che non possiamo avere una classifica finale con un numero diverso di gare disputate dalle singole squadre“. Il riferimento chiaro è alla formula di quest’anno a 17 squadre.

Sulle ripercussioni economiche: “A livello economico abbiamo già una prima stima di danni da definire compiutamente anche grazie all’advisor che ci affianca per certificare le potenziali perdite e definire un momento zero in cui queste perdite diventeranno reali in base anche alla ripresa o meno. Esistono varie ipotesi a partire da quella peggiore per cui dovremo affrontare il massimo dei costi con il minimo dei ricavi: ci auguriamo che la cifra di 40 milioni di danni al momento ipotizzata sia il massimo a cui dover far fronte con la speranza e la capacità di riuscire a scendere sotto questa stima“.

Sulle date dell’eventuale ritorno in campo: “Abbiamo fissato queste date in base a varie considerazioni: anzitutto esiste una scadenza naturale dei contratti al 30 giugno anche se si possono prolungare i limiti e potremmo farlo anche noi nel caso lo facesse anche il calcio. Poi c’è un fattore legato al clima, ai nostri palasport e alle condizioni ambientali in ci si gioca: scendere in campo a luglio, che sia a porte chiuse o aperte, creerebbe certo problemi agli atleti e anche agli appassionati, in caso di loro presenza negli impianti. […] Sulle date della eventuale ripresa abbiamo già lavorato considerando tante variabili che ora si stanno chiarendo partendo dal Preolimpico che ce ne ha liberate alcune. D’altra parte dobbiamo tenere in considerazione anche la eventuale ripresa delle competizioni europee per club che avranno comunque più problemi per ripartire. La data ultima del 16 maggio per la possibile ripresa degli allenamenti nasce dalla considerazione anche del periodo minimo di ripresa per i club con ranghi più possibilmente completi. Per questo se entro questa data non riusciremo a riprendere ad allenarci con sicurezza sarà inutile ipotizzare di riprendere. È chiaro che prima iniziamo più riusciamo ad avere un quadro definito e decidere se inserire o meno i playoff: l’obiettivo primario resta comunque completare la regular season”.

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federico.rossini@oasport.it

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Foto: LaPresse