“Fa così perché dall’alto glielo permettono: da Tavecchio a Beretta, devono dimettersi tutti. E occhio, perché ho altri audio…”.
Pino Iodice da una parte, Claudio Lotito dall’altra. La storia del giorno vede loro due come protagonisti, dopo la denuncia del direttore sportivo dell’Ischia Isolaverde di una telefonata la cui diffusione sta mettendo in particolare imbarazzo il presidente della Lazio. Il dirigente campano non arretra di un passo, e a ‘ReteSport’ rincara la dose.
“Nella telefonata emerge un sistema di ricatti che riguardano i contributi alla Lega Pro – dice – purtroppo il nostro campionato è terreno fertile per gente come lui, perché non tutti hanno la fortuna di avere presidenti facoltosi. E quando ti imbatti in dirigenti come Lotito, che ti minacciano se non ti pieghi a certe logiche, vuol dire che siamo proprio alla fine”.
Iodice è un fiume in piena: “Ho avuto il coraggio di abbattere il muro di omertà e continuerò a combattere questa battaglia. Perché se si arriva a intimorire delle persone minacciandole come ha fatto lui, siamo a un punto di non ritorno. Io non mi sento Davide contro Golia, non sono più piccolo di Lotito. Anzi, mi sento forte come lui. Non lo temo”.
Lotito aveva affermato che le dichiarazioni di Iodice, che già prima di consegnare l’audio della telefonata a ‘Repubblica’ aveva raccontato tutto, non corrispondevano al vero. “E invece evidentemente avevo gli elementi per dimostrare tutto. Lotito è già stato smentito, e se mi denuncerà ho audio ancora più gravi che al momento tengo per me” dice ancora il dirigente dell’Ischia.
Altre accuse pesantissime: “I vertici del calcio italiano? Sono loro che permettono a Lotito di fare quello che fa, di dire quello che dice. Da Tavecchio a Beretta, tutti gli permettono di fare quello che vuole. Tutta questa gente dovrebbe dimettersi. Lotito si sente il padrino del calcio italiano, è un personaggio legato a logiche compromettenti. Se dovesse entrare anche nella Lega Pro per noi sarebbe la fine”.
Dall’ufficio indagini, intanto, nessuna chiamata: “Altra cosa raccapricciante – si lamenta Iodice – Le registrazioni sono qui, basta che qualcuno si faccia vivo. Non volere club come Carpi e Frosinone in A è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Ed è una questione che riguarda il calcio italiano, non solo la Lega Pro”.
Il dirigente dell’Ischia, intervenuto in seguito a ‘Radio Ies’, ha precisato di avere a disposizione altre prove contro Lotito: “In merito alla registrazione audio pubblicata questa mattina su La Repubblica – ha spiegato Iodice – posso tranquillamente affermare che non è il solo audio a mia disposizione. Ho altri documenti che attestano come Claudio Lotito mi abbia minacciato, in caso di mancato appoggio all’attuale governance, di togliere i finanziamenti che ci spettano. La registrazione di oggi rappresenta solo una telefonata intercorsa tra me e Claudio Lotito”.
“Nelle altre registrazioni ci sono situazioni ancora più gravi. – ha assicurato – Non sono impazzito. Se ho denunicato questa situazione è perchè ho prove importanti nelle mie mani. Ho deciso di fornire tale registrazione a La Repubblica proprio perchè bisogna dare una scossa, anche perchè, solo ascoltando le dichiarazioni concrete si può capire veramente chi è Lotito. Auspico che intervenga qualche personsaggio autorevole, se non dovesse accadere nulla saremmo nella Repubblica delle banane. Questa non è una situazione che interessa la sola Lega Pro, ma l’intero calcio nazionale”.
Fonte: goal.com
