Cassano: “Da piccolo il mio idolo Maradona. Insigne il giovane che mi somiglia di più. Mazzarri? Uno che si sveglia la mattina e crede di saper fare tutto…”

   

Antonio Cassano ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport oggi in edicola. Eccone alcuni passaggi evidenziati dalla nostra redazione

“Sono sempre stato tifoso. Da bambino, quando avevo nove o dieci anni e iniziavo a capire qualcosa, la mia squadra del cuore era l’Inter dei tedeschi”.
Brehme, Klinsmann, Matthäus… Chi era il tuo modello allora?
“All’epoca c’era ancora Maradona. Nel ’91 c’era ancora Maradona. Io ero ragazzo e si parlava sempre e solo di Maradona. Era lui il mio idolo, all’epoca”.
C’è un giocatore giovane che ti assomiglia? “Secondo me oggi, in serie A, ce ne è uno solo. Abbiamo dei ruoli diversi, però l’unico che oggi mi assomiglia, come inventiva, come qualità, come personalità è Insigne del Napoli. Ha genio, è terrone come me. Rivedo in lui tante cose di me”.
Come è stato il passaggio all’Inter?
“L’Inter è sempre stata la squadra del mio cuore, sono sempre stato interista. Ho spinto perciò come un matto, quando dovevo andare dal Milan all’Inter, perché volevo a tutti i costi la maglia nerazzurra. Ho fatto una buona stagione, con nove o dieci gol. Poi arrivò quel santone di Mazzarri, che si sveglia la mattina e vuole fare quello che sa tutto, e all’inizio mi disse, perché avevamo lo stesso procuratore, che non c’erano problemi con me. Poi, appena firmato, dichiarò: “Cassano è il primo che deve andare via”. Ho sentito allora Moratti, altra persona fantastica che ho trovato nel mondo del calcio, che mi disse “Antò, sono in difficoltà, Mazzarri mi ha detto che te non rientri nei piani della squadra”. Io, siccome Moratti è una persona da rispettare, ho detto “Presidente non c’è problema, mi trovo una squadra”.

 

 

Carmine Gallucci

360 gradi è l'angolazione minima con cui osservo il mondo. Twitter: @CarmineGallucci

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