Diritti Tv – Il calcio sta diventato uno sport per soli ricchi

   

La vittoria di DAZN per i diritti tv cambierà il mondo delle offerte per il consumatore. Sky deve mantenere i suoi spettatori e DAZN chiede aiuto a TIM.

Il lusso di guardare il calcio. Le ultime novità sui diritti tv riguardo le partite di calcio hanno avuto un verdetto alquanto fastidioso per i consumatori: DAZN ha quasi tutta la serie A e Sky ha tutte le 121 partite delle serate europee (Champions League, Europa League e Conference League). Non sembra ancora conclusa la “guerra” per i diritti tv, in quanto Sky si è resa conto che non può restare senza la Serie A ed ha aumentato l’offerta per il pacchetto 2. Le conseguenze di questa battaglia tra emittenti per i diritti tv si ripercuotono sugli spettatori che saranno obbligati, ancora di più, ad attivare due abbonamenti per guardare tutto il calcio nazionale ed internazionale, ma le stesse DAZN e Sky hanno promesso importanti novità.

La promessa dello Streaming

La spesa di 840 milioni di euro a stagione che DAZN è pronta a mettere nelle tasche della Lega per trasmettere il pacchetto 1 e 3 devono essere recuperate e raddoppiate. Infatti, l’emittente streaming inglese aumenterà la sua offerta da 9,99€ al mese a fascia di prezzo tra i 26 ai 35 euro al mese, lasciando attiva l’opzione di sospendere l’abbonamento “quando vuoi” senza vincoli contrattuali eccessivamente restrittivi. Interessante è stata la conclusione dell’accordo con Tim che gli permetterà di sistemare il suo “tallone d’Achille” riguardo il ritardo e bassa qualità della trasmissione dei match della Serie A e di renderla ancora più competitiva nella sfida “all’ultimo abbonato” contro Sky. L’obiettivo principale dei piani alti di DAZN è quello sia di sottrarre spettatori ai rivali e sia di regalare (lo si dice tanto per dire) un’esperienza interattiva ai tifosi. Infatti, come viene riportato da La Stampa l’amministratore delegato di DAZN Italia, Veronica Diquattro ha dichiarato che “Si pagherà un prezzo accessibile, questa è sempre stata la nostra politica. Sicuramente per tutta la Serie A si pagherà meno di ora e la qualità dello streaming sarà alta”.

L’offensiva della pay-tv

Sky non rimane sicuramente con le mani in mano, dalla sua parte ha tutte le partite europee e l’esclusiva di alcuni campionati esteri, ma cercherà di non rimanere senza calcio nazionale attraverso l’acquisizione del pacchetto 2 della Serie A, che riguardano le partite delle 20:45 di sabato, 12:30 di domenica e quella delle 20:45 di lunedì. Per conservare almeno i suoi all’incirca 4,8 milioni di abbonati (dati elaborati da calcio e finanza), la piattaforma televisiva di Murdoch deve sicuramente rivedere i prezzi del proprio pacchetto calcio (attualmente di 16 euro) in quanto non riuscirà più a garantire la maggioranza delle partite della serie A. È necessario comprendere se tra Sky e DAZN possa continuare una certa collaborazione come è stato in questi anni tramite “l’offerta SKY-DAZN” in cui gli abbonati da più di 3 anni, con extra, e che avevano sottoscritto sia il pacchetto Sky Sport che Sky Calcio, potevano usufruire di un voucher di 9,99€ al mese fino al 31/06/2021. In poche parole Sky ti pagava l’abbonamento DAZN e ti garantiva una qualità di segnale eccezionale attraverso la creazione di due canali appositi “Dazn1” e “Dazn2”. Questa volta i rapporti tra le due emittenti hanno un terzo incomodo: TIM. Infatti, l’azienda italiana di telecomunicazioni è in forte contrasto con Sky dopo la creazione di una propria rete fibra con “SKY WIFI”. La vittoria dei rivali è stata presa con tanto rammarico dalla dirigenza Sky che è pronta a mettere in campo anche i propri avvocati al fine di fare ricorso all’Antitrust per controllare il bando che ha portato alla vittoria di DAZN.

I consumatori?

Queste dinamiche non devono distoglierci sulla reale vittima di tale gioco: il consumatore. Questa divisione e condivisione di partite di calcio metterà in grande confusione lo spettatore che non saprà più come dividersi. Se teniamo in considerazione il mondo dell’intrattenimento del calcio, un consumatore medio per il periodo di 2021 – 2024 dovrà tenere attivi due abbonamenti: uno con DAZN di circa 30 euro al mese ; più quello di Sky, qualora riuscisse ad acquisire il pacchetto 2 e se lo spettatore fosse interessato alle competizioni offerte dall’emittente, che ha un prezzo medio di 46 euro al mese, con l’aggiunta di 9 euro per l’attivazione. (dati presi dal sito ufficiale di Sky). Il totale porta alla somma da 76 euro al mese. In un periodo in cui il Covid-19 ha determinato sia la chiusura degli stadi e sia una delle crisi economiche e lavorative più pesanti dell’ultimo ventennio, tale spesa diventa un vero e proprio macigno per le tasche di tutti gli spettatori. Forse le associazioni per la tutela dei consumatori dovrebbero fare i loro passi, cercare di portare tale questione davanti alle autorità competenti per poter aprire una questione di carattere nazionale.

Se tempo fa uno spot diceva “il calcio è di tutti”, ora si può confermare senza nessun dubbio che il calcio è solo per ricchi.

Francesco Abate

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