Luigi Cantone è morto per caso. Il cuoco del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Piazza Dante sarebbe dovuto rimanere nel Convitto a seguire un corso di aggiornamento sul Primo Soccorso. Il corso, però, è stato rimandato al 22 maggio e tanto è bastato perché Luigi attraversasse Via Miano proprio nel momento in cui Giulio Murolo cominciava a sparare all’impazzata, uccidendo oltre Luigi, anche Francesco Bruner, capo dei vigili del fuoco, nonché suo fratello e la cognata.
Ieri, i funerali si sono svolti ad Arzano in tono dimesso, come ha voluto la famiglia.
Sulla bara di Cantone, però, oltre al cappello da cuoco si vede anche la maglietta del Napoli.
Ci auguriamo che la società voglio onorare questo bellissimo gesto disputando il prossimo incontro con il lutto al braccio, in onore di Luigi e delle altre tre vittime della follia omicida di un uomo.

