Come riporta l’edizione odierna del quotidiano La Repubblica, dopo la giornata di ieri, affiorano i primi dubbi nell’entourage di Bee Taechaubol sulla possibilità concreta di chiudere l’accordo con Silvio Berlusconi. Non perché il presidente rossonero abbia cambiato idea, ma perché potrebbe essersi convinto dei vantaggi offerti dalla cordata cinese, composta da aziende controllate dal governo di Pechino e guidata dall’uomo di affari di Honk Kong, Richard Lee. La cifra offerta è inferiore a quella chiesta da Berlusconi (circa 850 milioni più la copertura di debiti per altri 240), ma i cinesi lascerebbero almeno all’inizio la gestione della parte sportiva all’attuale dirigenza.
Fonte: TMW
