Brutto esordio per il Napoli al Mapei Stadium contro il Sassuolo. Gli azzurri, infatti, escono sconfitti dall’impianto (un vero gioiellino) di Reggio Emilia per 2-1. Dopo l’iniziale e illusoria rete di Hamsik hanno risposto Floro Flores e Sansone per gli emiliani.
Meglio non fare drammi, è la prima di campionato, e in questa sede mi limiterò soltanto ad analizzare ciò che ho visto.
Sicuramente il Napoli ha mostrato velocità di palleggio e lucidità di pensiero solo nei primissimi minuti di entrambe le frazioni di gioco, indice questo di una condizione fisica ancora approssimativa. Gli errori dei singoli, dunque, potrebbero anche essere una naturale conseguenza di quest’ultimo aspetto. Ciò non vuole assolutamente essere una giustificazione, per carità, ma mi hanno sempre detto che quando le gambe di un calciatore non rispondono le insicurezze aumentano e anche la percentuale di errori.
Infatti, la squadra vista ieri, a parte Reina che si è superato in un paio di occasioni, ha accusato quasi all’unisono un calo di ritmo e il Sassuolo non ha avuto difficoltà a fare sue le zone nevralgiche del campo.
D’altra parte, come sottolineato dallo stesso Sarri in risposta proprio a una mia domanda, non bisogna trascurare il fatto che “il Sassuolo è una squadra con meccanismi rodati e che gioca insieme da quasi tre anni. Loro hanno un’idea di gioco ben chiara mentre noi la stiamo costruendo. Non mi stupirei – ha continuato il mister – se questa squadra dovesse arrivare nei primi 7-8 posti del campionato”.
Il nuovo mister è chiamato, quindi, a tanto lavoro. I ragazzi devono, nel minor tempo possibile, trovare sia la migliore condizione fisica che assimilare i nuovi schemi altrimenti il povero Sarri corre il rischio di essere sbranato dai tanti ‘professoroni’ che, come avvoltoi, stanno già volando sulla sua testa.
Come dicevo, però, siamo solo alla prima giornata e fare dei processi sembra alquanto prematuro. Ma il tifoso è tifoso e a queste cose ormai ci siamo abituati.
Risulta inaccettabile, invece, che ‘illustri’ allenatori si lascino andare a commenti talmente duri da apparire quasi estranei al mondo del pallone. Essere così netti nei giudizi definendo il Napoli come una “squadra di serie C che ha commesso errori imbarazzanti… nei primi 15’ sembrava di vedere dei ragazzini che corrono con frenesia dietro a un pallone – per poi continuare esibendosi addirittura in commenti sui singoli – Chiriches mi ha fatto molta tristezza”, lascia intendere il perché certe persone siano ormai fuori da certi ambienti.
Una tale severità, come detto prima, è generalmente ammessa da un tifoso e, per quanta buona fede il buon Cavasin ci abbia potuto mettere, non è affatto scusabile la durezza di giudizio espressa nei confronti del gioco praticato da una squadra che milita da anni nella massima serie. Criticare il gioco e l’organizzazione di una squadra significa, per conseguenza logica, criticarne il lavoro del tecnico che l’ha messa in campo e di chi l’ha costruita. In altre parole, Cavasin ha criticato Sarri, un suo collega, e il lavoro della SSC Napoli.
Lui da allenatore, e uomo di calcio, non dovrebbe commettere simili leggerezze e certe cadute di stile potrebbe evitarle ma, forse, il tanto tempo che ha a disposizione gli consente di rilasciare anche tante interviste.
