Ornella Vanoni: gli amori, il matrimonio e il rapporto col figlio Cristiano Ardenzi

 
 
   

Cantante della “mala milanese”, voce tra le più suadenti della storia musicale nostrana, attrice, personaggio televisivo di deflagrante sarcasmo: Ornella Vanoni è stata ed è tutto questo, un’icona dello spettacolo italiano che negli ultimi anni ha tirato fuori la sua verve più autoironica. Dall’alto della sua carriera ultracinquantennale (classe 1934, ha iniziato nel 1956), oggi può permettersi di essere diretta, sboccata e sublimemente comica, sia quando dà spettacolo nei programmi tv (che guarda caso, continuano a invitarla) che nelle interviste, come con la confessione sugli spinelli fumati la sera nello speciale In arte di Pino Strabioli. Con altrettanta leggerezza, ha sempre parlato della sua vita privata e dei suoi amori, mantenendo al contempo il massimo riserbo sul figlio Cristiano Ardenzi, di cui non ha mai pubblicato foto. Ecco una panoramica della sua vita privata, spesso turbolenta e inguaribilmente romantica.

L’amore con Giorgio Strehler

Il primo grande amore di Ornella Vanoni fu quello per Giorgio Strehler, di cui divenne allieva e collaboratrice al Piccolo Teatro di Milano nel 1963. La relazione sbocciò nonostante la timidezza di entrambi (tanto che lui inizialmente la seguiva in macchina quando lei prendeva il tram). Fu uno scandalo per lei, ventenne che si accompagnava con un uomo sposato. Il sodalizio con il grande regista contribuì un massima parte alla creazione del personaggio della Vanoni, che s’impose come cantante sofisticata delle canzoni della mala. “Giorgio Strehler è stato l’uomo che mi ha amato di più“, ha ammesso nell’intervista a In Arte, spiegando che lui non le avrebbe mai perdonato il successo raggiunto. “Con te non posso vivere più, senza te non vivo più“, le diceva quando la loro relazione era ormai giunta alla fine.

Gino Paoli, l’aborto e il tentato suicidio di lui

Chiusa la storia con Strehler (che peraltro aveva tradito con l’attore Renato Salvatori), Ornella si legò a Gino Paoli, con cui fu colpo di fulmine. Curiosamente, ognuno di loro al primo incontro aveva creduto che l’altro/a fosse omosessuale. Un amore molto tormentato, di cui oggi la Vanoni si è “stancata di parlare” (“Chiedete a lui ogni tanto di parlare di me“): anche Paoli era sposato, e per giunta tradiva la stessa Ornella “continuamente“. Non bastasse, la loro storia venne squassata dal grande dolore di un aborto spontaneo. Lei lo lasciò e lui si legò a Stefania Sandrelli. Il sodalizio artistico con Paoli, però, non cessò, tra duetti e incisioni di suoi brani. Così come non venne mai meno l’amicizia. Nel 1963, quando Gino Paoli tentò il suicidio, lei andò a trovarlo in ospedale, come ha raccontato qualche anno fa a L’intervista:

Quando l’ho saputo non ho pensato a niente perché non ne sapevo esattamente i motivi. Mi ricordo che sono andata a trovarlo di notte […] Lui era pieno di ossigeno. Sono entrata e lui continuava a ridere. Mi guardava e mi tirava i capelli.

Il gesto di Paoli, che cercò di spararsi al cuore ma si salvò per pura fortuna (il proiettile è rimasto conficcato nel pericardio), fu attribuito proprio a questioni sentimentali. Al Corriere della Sera, tuttavia, il cantante spiegò di averlo fatto “Per andare a vedere cosa c’era dall’altra parte. Non ho una ragione specifica. Avevo avuto tutto dalla vita“. L’affetto con la Vanoni è rimasto invariato a distanza di tanti anni. “Io non riesco a non voler bene alle persone che ho amato, le voglio bene tutta la vita”, ha detto Paoli di lei nel programma di Strabioli.

Il breve matrimonio con Lucio Ardenzi

Nel mezzo della complessa storia con Paoli, la Vanoni lo lasciò temporaneamente per sposare l’impresario teatrale nonché ex cantante Lucio Ardenzi. Le nozze vennero celebrate il 6 giugno 1960 a Porana di Pizzale, un paesino in provincia di Pavia. Peccato che lei fosse ancora innamorata di Paoli: “Il giorno delle nozze non mi sarei dovuta presentare, avrei dovuto dire a Lucio la verità, sarebbe stato più leale. Ma non ho trovato il coraggio. Gino mi aveva detto che sarebbe venuto in chiesa a suonare per noi “Il cielo in una stanza”“, raccontò la cantante a Sette nel 2011. Il matrimonio naufragò presto e lei tornò con Paoli, benché fosse incinta. Ardenzi morì il 2 luglio 2002: il giorno successivo, la Vanoni decise di esibirsi comunque in un concerto nella Villa Reale di Monza spiegando le sue motivazioni.

Questa sera io farò lo spettacolo che devo fare e sarà uno spettacolo nello spettacolo, quello della vita, che dobbiamo recitare al nostro meglio finché abbiamo la forza di rappresentarlo. E poi c’è Cristiano, nostro figlio, del quale ti ringrazio.

Ornella Vanoni, il figlio Cristiano e i nipoti

Quella è stata una delle rarissime occasioni in cui la Vanoni ha parlato del figlio Cristiano Ardenzi, nato nel 1962 quando lei e Lucio erano già separati. Nel corso degli anni, Ornella Vanoni è stata legata anche a Danilo Sabatini, al produttore discografico Michelangelo Romano e all’ultimo fidanzato Marco, senza dimenticare il grande amore puramente platonico per il fumettista Hugo Pratt. “Da anni non ho un compagno e non è male“, dichiara oggi senza rimpianti, felice di fare soprattutto la nonna. Su Cristiano e sui nipoti Matteo e Camilla il riserbo è totale, non esistono foto pubbliche o sui social. “Per tutti i figli delle donne di successo è un po’ complicato“, ha ammesso a In Arte senza aggiungere molto altro sul legame con il figlio, salvo ammettere che Cristiano la tiene d’occhio riguardo al rapporto con i nipoti: “Sono la nonna più straordinaria del mondoMio figlio mi guarda con sospetto“.