Rigore Napoli-Verona, moviola accesa: critiche sul fallo di mano
Il rigore concesso al Verona contro il Napoli continua a far discutere anche lontano dal campo. Il tema è tornato centrale nel dibattito televisivo durante Sky Calcio Club, dove l’episodio è stato analizzato in modo approfondito, tra dubbi regolamentari e critiche al criterio interpretativo adottato.
Aprendo il confronto, Fabio Caressa ha subito sottolineato come l’episodio non presenti quella chiarezza che dovrebbe giustificare un intervento così decisivo:
“Non è che ci sia tutta questa evidenza…”
Ancora più netta la posizione di Marco Bucciantini, che ha spostato il discorso su un piano più ampio, mettendo in discussione la norma stessa sul fallo di mano:
“Allora, io prendo parte qua. Questa, per me, davvero, ma se fa gol a Hojlund, se fa gol a Lautaro, se fa gol a Leao, se fa gol Pinco Pallino, questa è una norma da cambiare. La mano cerca di essere nella posizione meno offensiva, che tragga meno guadagno possibile. Per me i falli sono tutti uguali. Se li fai a centrocampo e se li fai in aria. Introdurre una discrimine per me è anticalcio. Qui, braccio o non braccio, non cambiava niente”.
Il confronto si è poi concentrato direttamente sull’azione incriminata, con Caressa che ha evidenziato le difficoltà oggettive del difensore azzurro nel controllare il movimento del braccio durante il contrasto:
“Andiamo a vedere il calcio di rigore che hanno dato. E abbiamo un po’ di cose da dire su questo, perché il fallo di mano è di Buongiorno, con in groppa un avversario. Guardate la spalla di Buongiorno. Allora, spiegatemi voi, come può Buongiorno avere il controllo del suo braccio quando c’è uno che sta cadendo, che ha la sua ascella sulla spalla? No, spiegatemelo! Se voi me lo spiegate, come fa questo… Il movimento non è congruo? Ma non è congruo in base a cosa? Allora è fallo. Va con la testa, viene spostato dal gomito, quindi con la testa non ci arriva e quindi arriva con la mano. Ma come fa a dare? Allora, andiamo a vedere che cosa avevano dato a Verona-Juventus. E dopo quell’intervento, Rocchi aveva detto: ’Questi rigori non li daremmo più’. Andiamo a vedere a Verona-Juventus. Sì, sì, lo ricordo. Ma tanto ormai, ragazzi, ogni domenica è diverso. Anzi, ogni tre giorni quando c’è l’infrasettimanale. Non è mai rigore questo, siamo tutti d’accordo. Tra l’altro, questo rigore, che avevano detto di non dare, è meno rigore di quell’altro. Lì c’è anche il contatto fisico. Ormai è una cosa incomprensibile, non se ne può più!”.
Un’analisi dura, che riaccende il tema dell’uniformità di giudizio e lascia aperta una riflessione più ampia sulla coerenza delle decisioni arbitrali e sull’utilizzo del VAR nelle situazioni di contatto.
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