Il brand Napoli – Dall’acquisto palloni alle polemiche legate al marchio Lete sulla casacca azzurra
Nell’ormai lontano 2004 Aurelio De Laurentiis fiutò l’affare azzurro per l’enorme bacino di tifosi ed il conseguente grande potenziale legato al marchio SSC Napoli. Più recentemente, lo stesso modello di investimento è stato replicato con l’acquisto di un altro club del Sud Italia, il Bari. Con le dovute proporzioni, anche i biancorossi possono vantare un seguito non indifferente nonostante le ultime vicissitudini calcistiche.
- L’inizio dell’internazionalizzazione
- La bagarre #LeteOut
- Nuove frontiere della sponsorizzazione
Storia di un’internazionalizzazione
Quella appena iniziata sarà la decima stagione consecutiva in cui il Napoli parteciperà alle prestigiose competizioni europee. E a questa presenza ormai consolidata nei maggiori palcoscenici del calcio per club si è accompagnato un progressivo trend di internazionalizzazione del brand. Ma quali sono gli esempi da seguire? In Europa, inglesi e spagnole sono da anni le realtà più affermate, in grado di accedere a partnership commerciali diversificate. Il logo del Real Madrid è uno status symbol in mezzo mondo, e il brand castigliano si arricchisce ogni anno di collaborazioni di livello internazionali, come quella con Marathonbet riportata da truffa.net.
È proprio dai Galacticos che nel 2013 sbarca a Napoli Rafa Benitez, e con il suo arrivo la società dà la definitiva accelerata al processo di brandizzazione ed internazionalizzazione del marchio Napoli. L’intuizione del patron azzurro è stata quella di associare al nome del Calcio Napoli, quello di un allenatore, un manager, conosciuto in tutto il mondo con ben 5 trofei internazionali in bacheca, ultimo dei quali conquistato con il Chelsea appena prima di approdare in azzurro. Lo spagnolo in casa Napoli ha senza dubbio favorito l’arrivo di calciatori del calibro e della fama di Raul Albiol e Gonzalo Higuain, provenienti entrambi dal Real Madrid, senza dimenticare il portiere recordman europeo Pepe Reina.
L’enorme step successivo lungo la strada dell’espansione del marchio Napoli nel mondo sono, in ordine temporale, l’ingaggio di Carlo Ancelotti e la cessione del capitano Marek Hamsik in Cina: stavolta si esagera con ben 9 trofei internazionali ed 11 trofei nazionali in 5 nazioni diverse. Il neo-assunto mister viene addirittura proposto nei panni di Babbo Natale per il Napoli Store di Amazon (il Napoli è tra i primi club ad averne uno); il calciatore slovacco viene ceduto al Dalian Yifang esportando indirettamente il nome del Napoli in oriente. De Laurentiis intuisce che il modo più rapido per far crescere il club è proprio la sponsorizzazione e viene aggiunto anche il marchio Hankook tra gli sponsor. Ancelotti diventa vero e proprio frontman della diffusione del brand Napoli nel mondo, il mister è testimonial dello sponsor tecnico Robe di Kappa e la cosa, senza dubbio, aiuta non poco il processo avviato dalla Società.
Robe di… Lete
Solo poche settimane fa, a pochi giorni dal lancio ufficiale, vengono anticipate le immagini della maglia nuova maglia del Napoli per la stagione 2020-2021. Le nuove regole impongono che la toppa rossa sparisca e la stragrande maggioranza dei tifosi inizia a credere che possa finalmente sparire il rosso dalla maglia azzurra. Invece no, scompare la toppa ma resta la scritta “lete” in rosso su sfondo azzurro e, di fatto, su tutti gli sfondi. Nell’immaginario collettivo è ancora possibile cambiare le cose, in considerazione della mancata ufficialità delle maglie, e spopolano sui social hashtag come #boicottaLete, #LeteInBianco e #LeteOut. Quest’ultimo in pochi giorni balzerà al secondo posto in trend topic in Italia, per il tifoso del Napoli la maglia azzurra non è solo un pezzo di stoffa tant’è che nasce l’account Twitter @TutelaMagliaNA – A tutela della maglia del Napoli. Infine le maglie saranno vendute con la scritta rossa e più di qualcuno ricorda ai tifosi che la maglia si ama, stop.
Il futuro del marchio azzurro
Avete mai fatto caso che uscendo dal supermercato con la busta riportante il logo dello stesso, state facendo pubblicità? Una cosa del genere, Aurelio De Laurentiis, riportando il concetto al suo Napoli, non la farebbe mai, paradossalmente potrebbe sentirsi truffato. La crescita del brand passa soprattutto attraverso i risultati sportivi ed il Napoli può vantarsi con i suoi sponsor di esibire il marchio in Europa da 9 anni consecutivi. Complice del processo di internazionalizzazione c’è anche l’acquisto di Hirving Lozano, idolatrato in patria messicana, basta ricordare il rancore verso un uomo come Ancelotti per lo scarso utilizzo in un ruolo non suo con il conseguente calo delle prestazioni di “El Chucky”. Il futuro delle sponsorizzazioni passa attraverso il maggior utilizzo delle nuove tecnologie come ad esempio il digital overlay.
Ad introdurlo in Italia è l’Inter del presidente cinese Steven Zhang. In tutti i match dei nerazzurri allo Stadio Giuseppe Meazza sarà possibile ammirare questa innovativa tecnologia. I tabelloni pubblicitari posti a bordo campo dove far terminare alcune esultanze, o sfoghi, dei calciatori saranno soltanto un ricordo. La tecnologia digital overlay prevede che, in base alla posizione del telespettatore venga visualizzata un determinato spot pubblicitario sfruttando la geolocalizzazione. In Italia potremmo visualizzare lo spot di un gestore telefonico ad esempio, mentre in Cina di un’autovettura, ciò consente di ottimizzare la risorsa e di differenziare i contratti pubblicitari, d’altronde in Cina quanto può interessare un gestore telefonico italiano?

