La situazione stava proprio scappando di mano. All’inizio l’episodio avvenuto il 3 maggio 2014 era riconducibile ad un fatto di cronaca nera ed extracalcistico e l’AS Roma si era ovviamente defilata nonostante l’omicidio, a sfondo politico-razziale, coinvolgesse un appartennete alle frange della tifoseria giallorossa. Ma poi c’è stato il salto di qualità per mano della stessa tifoseria romanista: infatti, con gli striscioni di sabato scorso, sono stati coinvolti direttamente Società e tifoseria facendo rientrare tutto ciò anche nella sfera del Calcio e fornendo così una chiara e ben più limpida matrice al grave episodio che portò alla morte di Ciro Esposito.
Un passo falso o una chiara volontà di coinvolgere anche la società calcistica giallorossa? L’AS Roma di certo paga l’incapacità di effettuare un minuzioso controllo ai varchi dell’Olimpico, nella gara più delicata della stagione, facendo infiltrare ben cinque mega striscioni e dando un segnale di debolezza ma anche il grave sospetto di sordida connivenza. Allora, seppur colpevolmente tardiva, dopo aver fatto finta di riprendere i propri tifosi definendoli “fottuti idioti”, il presidente della Roma, James Pallotta, ha voluto anche contattare telefonicamente la madre di Ciro, Antonella Leardi, che sabato era stata oggetto degli striscioni offensivi esposti in Curva Sud. Forse una telefonata “strategica” perchè oramai la Roma, da semplice spettatrice dei fatti di Tor di Quinto, da sabato sera era diventata gravemente parte in causa per mano proprio dei propri ultras.
“Pallotta si è scusato per quello che è successo e si detto indignato. Mi ha fatto piacere, è stato un bel gesto. Siamo d’accordo che ci rivedremo per mettere a punto progetti comuni al fianco dell’associazione ‘Ciro vive”. Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, commenta così la telefonata di scuse del patron della Roma dopo gli striscioni esposti sabato scorso all’Olimpico. “Mi ha detto – prosegue mamma Antonella – che è solidale con quello che sto facendo e che vuole incontrarmi per un caffè per un progetto comune”. A fare da tramite tra la signora Leardi e Pallotta è stato il dg della Roma Mauro Baldissoni. “Mi ha fatto piacere – dice la mamma di Ciro – ricevere la telefonata della Roma e constatare che la società ha risposto e ci è vicina”. Sulla decisione del giudice sportivo che ha squalificato la curva della Roma per un turno, la mamma di Ciro commenta così: “Non avrei mai voluto che tutto questo accadesse. Ora mi dispiace che verranno puniti i tifosi perbene che stanno in curva e che con questa storia non c’entrano”.
Massimo Avino

