Antonio Corbo scrive sul momento del Napoli nel suo editoriale per Repubblica, il Graffio
Uno sguardo ai commenti rileva l’ottimismo per la sfida di Lisbona. Più che giustificato. Il Napoli non può uscire dalla Champions senza compromettere altri buoni incassi, dovrà quindi prepararsi con infinito impegno. Urgente anche riprendere quota in campionato: la qualificazione per il più importante torneo per club in Europa potrà garantire un mercato congruo per pagare gli ingaggi notevolmente aumentati e altri acquisti. Sorprende però come sia trascurato, fra tutte le ipotesi sull’autunno nero del Napoli, il calo atletico. Una confusa pressione a basso ritmo è la prova regina. Più che insistere sulla preparazione e su quanto è stato finora scritto, dopo aver bene esaminato accelerazioni e decelerazioni che rendono perentoria una squadra nei movimenti e nella conquista delle seconde palle, è bene allargare l’orizzonte: sarà ancora possibile condurre un mercato in parte non condiviso dall’allenatore?
Vittoria o pareggio il 6 dicembre a Lisbona possono salvare il Napoli da un penoso addio alla Champions. L’impresa è possibile. Ma per il futuro c’è qualcosa di molto più importante: chiarire i rapporti di Sarri con i tre che fanno mercato: De Laurentiis, Chiavelli, Giuntoli. Per evitare acquisti che l’allenatore accetta, e in parte boccia. L’equivoco su Gabbiadini segna un caso limite nella gestione. Preso nel gennaio 2015 dalla Samp, grazie ai buoni rapporti tra i due presidenti, entrambi uomini di cinema, Gabbiadini gioca poco ma segna abbastanza con Benitez. Rimane con Sarri toccando nel gennaio 2016 una quotazione elevata: pagato 12 milioni, trova con il suo agente un’offerta da 25 in Inghilterra. Ma rimane qui. Passano sei mesi, mantiene quel valore di mercato sino alla fine di luglio. Stessa storia. Il Napoli non aggancia Pavoletti né Kalinic, neanche ora si muove: è lui l’alternativa a Milik, non più a Higuain. Ma ricomincia il supplizio: dentro, fuori, dentro, per tornare in panchina sconsolato anche quando Milik si blocca. Colpa sua o di un allenatore che lo considera incompatibile con il suo gioco? Meglio lasciare l’interrogativo aperto, ma i fatti sono questi: mancano altre punte, Gabbiadini torna riserva, il Napoli gli preferisce Mertens “finto 9”. Il presidente aveva chiesto di dare fiducia a Gabbiadini, Sarri invece gli rinnova la sfiducia.


Sul commento del dott.Corbo sono parzialmente d’accordo ,purtroppo la società e composta cosi manca un grande dirigente colpa di De Laurentiis ,ma i giocatori mai come questo anno sono stati comprati ,il problema che SARRI crede nel suo modello tattico è non si muove da questo un bravo allenatore non fa dichiarazioni che i giocatori si devono adattare al suo credo tattico ,non fa mai una variazione sempre le stesse cose ,non è possibile queste sono fissazioni .Tonelli,Roy,Giaccherini,Maksmovic ???quando giocano ??? Gabbiadini gestito male e distrutto da SARRI ,non voglio fare il sapientone ,la società ha colpe ,ma SARRI mi dispiace dirlo ma non è un allenatore per grandi piazze ,mi sembra la copia con un gioco diverso di Mazzarri. Benitez grande allenatore anche con limiti ma bisogna vedere cosa aveva promesso il presidente ,lui adituato con altra mentalità e strutture diverse. Adesso per me Gabbiadini deve giocare sempre ,SARRI se rende conto che il Napoli perde la qualificazione sono 50 milioni persi ,e io direi la sua avventura a Napoli è finita..