Come riporta Il Mattino:
“Che il giocatore piaccia al ct azzurro non è più un mistero, ma d’altra parte rientra anche nelle cose fisiologiche di questo sport. Perché di centrocampisti con le qualità di Allan ce ne sono pochi in giro. Corsa, fisico, visione di gioco e capacità di recuperare palloni manco avesse una calamita nelle scarpette, fanno del brasiliano un vero e proprio unicum nel suo genere. A differenza dei due italo brasiliani che fanno anche parte della lista dei convocati di Mancini per le prossime due gare con Ucraina e Polonia, Allan, attualmente non dispone dei requisiti legali per ottenere il passaporto italiano e la conseguente possibilità di essere convocabile dalla Nazionale. Questo perché innanzitutto nel suo albero genealogico non ci sono parenti nati in Italia, cosa che invece aveva consentito a Eder (aveva un nonno nato veneto) di vestire l’azzurro. Non lo aiuta neppure la moglie, che almeno gli ha fatto ottenere il passaporto portoghese garantendogli lo status di comunitario. Inoltre gli mancano i requisiti previsti dallo Stato italiano per richiedere e ottenere la cittadinanza italiana. La naturalizzazione, con decreto del Presidente della Repubblica, è concessa a diverse categorie di stranieri, cui vengono richiesti diversi periodi di residenza. Il periodo ordinario è fissato in dieci anni mentre Allan è arrivato in Italia nel 2012, pertanto solo da sei anni. Ecco perché al momento l’ipotesi di una sua chiamata in azzurro sembra alquanto remota”.

