Intervista a Marek Hamsik: l’ex parla azzurro a cuore aperto
L’ex capitano del Napoli Marek Hamsik, ora calciatore del Dalian, ha rilasciato un’intervista ai colleghi de Il Mattino. Vi proponiamo alcuni passaggi:
“Di Napoli mi manca ogni cosa. Gli amici, il cibo. Quella è casa mia, lo è stata per dodici anni. Mi manca sentire il San Paolo, il tifo della gente. Mi manca una partita come quella contro la Juve che è in grado di dare delle sensazioni uniche e straordinarie come poche altre. Espulsione Meret? Difficile capire se giusta. Certo se Ronaldo non alza la gamba si può farmale, però è anche vero che Meret non l’ha preso. Stare al posto dell’arbitro non è mai cosa semplice. Juve irraggiungibile? Vedendo la partita e i novanta minuti in cui il Napoli ha dominato, direi proprio di no. Però poi pesano su tutto i soliti punti lasciati per strada nel corso del campionato che noi del Napoli riusciamo a perdere puntualmente e che loro, invece, non perdono mai”, le parole dell’ex capitano su Napoli Calcio e Città.
Ma se il Napoli fosse stato in lotta per lo scudetto, Hamsik avrebbe chiesto a De Laurentiis di andarsene? Lo slovacco non ha dubbi: “Vincere lo scudetto al Napoli, rendere felici i napoletani, sarebbe stata una cosa incredibile che non mi sarei perso per tutto l’oro del mondo. L’allenatore a cui sono rimasto più legato? Reja è stato il primo che ho avuto quando ero davvero piccolo, con Mazzarri abbiamo vinto le prime coppe, con Sarri abbiamo avuto l’orgoglio di aver giocato il calcio più bello d’Europa. E Ancelotti è un vero fuoriclasse della panchina”. Però manca Benitez, urge un chiarimento e Marek non si tira indietro: “Al di là delle troppe sostituzioni anche con lui il rapporto è stato buono. Però per il mio tipo di calcio i tre anni di Sarri sono stati straordinari. La panchina di Kiev con il Dnipro? Quella mi è pesata, e non poco. Non l’ho capito, però l’ho perdonato”.
Stasera il Napoli inizia la scalata verso la finale di Baku. Hamsik è certo delle possibilità dei suoi ex compagni di squadra: “Si può arrivare fino in fondo, abbiamo (perché Marek parla ancora come se fosse al Napoli, ndr) le carte in regola anche se ci sono tanti avversari temibili come Chelsea, Siviglia, Arsenal, Benfica, Valencia. E guai a pensare che il Salisburgo sia un avversario facile. Non lo è. E lo devono capire soprattutto i tifosi napoletani che devono dare una grossa mano nella gara di stasera come in tutte quelle in casa”.
Sul suo eventuale passaggio alla Juve, lo slovacco è categorico: “Non ci ho pensato mai. Io sono contento per le scelte fatte, non ho rimpianti. Io per il Napoli e la sua maglia ho dato tutto. Sempre. Cosa ho detto a Insigne per il rigore sbagliato? Che è sempre il numero uno ed è il più forte di tutti. Sono contento che sia Lorenzo ad aver preso la mia fascia. Che addio è stato? Non come volevo io, perché quando sono uscito dal campo con la Sampdoria non sapevo come sarebbe andata a finire. Ma è stato tutto rapido, improvviso. In poche ore ho detto sì e ho parlato ai miei compagni. Poi la trattativa si è prolungata ma in quei giorni sapevo che sarei andato via e che alla fine un accordo si sarebbe trovato. Ritornerò per salutare imiei tifosi come si deve”.
Infine, Hamsik chiosa sulla passata stagione e il rimpianto per lo scudetto perso: “Una ferita che brucia ancora. Ci siamo arrivati davvero a un soffio. Perso in albergo? Non è così. Le partite e i campionati si perdono in campo, non in albergo. E penso proprio di averlo perso sul terreno di gioco della Fiorentina. Io dirigente o allenatore del Napoli? Alla fine mi vedo per un bel po’ di anni in giro con i miei amici di Pinetamare a vedere partite allo stadio e a divertirci. Pinetamare è il posto delmio cuore, ho capito subito che era casa mia. E non mi è mai mancato niente”, conclude l’ex capitano azzurro.

