Sul banco degli imputati c’è sempre la difesa, il lato oscuro di un Napoli che sorride soltanto dalla cintola in su dopo il 4-2 rifilato alla Lazio. Le incertezze del reparto arretrato restano e rappresentano infatti il tallone d’Achille del progetto di Benitez. I numeri raccontano un’amara verità e smascherano i limiti della fase passiva. Nell’ultimo mese, il Napoli ha disputato sei partite e i gol subiti sono stati 12. La media è facile: due a gara, una vera e propria anomalia per l’alta classifica considerando i dati di Juve (10) e Roma (4). Benitez ci sta lavorando. «Dobbiamo ritrovare l’equilibrio tattico», ha spiegato dopo la vittoria contro la Lazio. «Contro il Borussia, del resto, dovevamo per forza segnare. La compattezza tra i reparti, invece, è necessaria e qualcosa già abbiamo dimostrato ». Ma contro l’Udinese bisognerà fare meglio perché all’Olimpico gli spifferi sono stati evidenti, soprattutto a sinistra. L’accoppiata Britos-Armero ha palesato evidenti difficoltà. Il colombiano sta vivendo un periodo d’involuzione a prescindere da un ruolo che ovviamente lo penalizza. A Udine era abituato a giocare qualche metro più avanti con le spalle coperte da un terzetto difensivo, con Rafa, invece, fa parte dello spartito a quattro e deve avere reattività nella marcatura diretta di un avversario. L’uruguaiano, invece, non offre mai la continuità di rendimento che differenzia i grandi centrali da quelli medi: la sensazione d’incertezza è diffusa. Lunedì poi ha rimediato un cartellino giallo — il quarto in quattordici giornate — che gli costerà la squalifica sabato sera. Il lato mancino, dunque, potrebbe essere nuovo di zecca. Traslocherà Albiol (Fernandez agirà sul centro- destra), mentre sull’esterno c’è attesa per il debutto di Anthony Reveillere che Benitez in extremis ha deciso di lasciare in panchina a Roma dopo averne caldeggiato l’impiego domenica alla vigilia della partita. Un terzino più accorto è quasi fondamentale, non per niente i problemi del Napoli sono cominciati dopo l’infortunio di Mesto — potrebbe rientrare tra fine febbraio e marzo — che ha privato l’allenatore di un elemento attento e preciso nei movimenti. L’assenza contemporanea anche di Zuniga ha ristretto a tal punto la coperta che adesso bisognerà stringere i denti in attesa del mercato.
Fonte: La Repubblica

