Coronavirus, un italiano su 10 ha gli anticorpi
Per ripartire con la fase 2 bisogna individuare chi ha sviluppato anticorpi al Covid-19. Per farlo si stanno sperimentando test sierologici. Il dato più interessante viene dall’analisi di 10mila esami (8mila in Lombardia, 2mila in Liguria) condotti indifferentemente su persone sintomatiche e asintomatiche, che hanno avuto contatti con positivi. La fascia di età delle persone maggiormente colpite si colloca tra i 50 e i 60 anni.
La percentuale dei positivi è sopra il 10% dice Matteo Bassetti, presidente della Sita, Società italiana terapia antinfettiva. È lo stesso dato riscontrato sul campione più ristretto del Comune di Robbio, il primo a fare test in Lombardia. Documentare anticorpi contro questo virus non significa automaticamente possedere un patentino di immunità, allo stato attuale nessun può escludere l’eventualità di tornare a infettarsi.
«Test, test, test». Lo slogan lanciato dal direttore dell’Oms, quando finalmente a Ginevra hanno rotto gli indugi sulla pandemia da Coronavirus, diventa un mantra. Parte lo screening sierologico, una indagine su scala nazionale finalizzata a misurare l’indice di diffusione del virus nella popolazione. «Oggi abbiamo solo stime basate su modelli, mentre uno studio di sieroprevalenza potrà darci questo tipo di misura», ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, riferendosi alla grande battuta di caccia agli anticorpi che sarà avviata in ogni parte d’Italia. Finora il grosso delle analisi si è concentrato su malati in ospedale.
La portata dell’operazione è stata precisata dal presidente del Consiglio superiore di Sanità, l’ematologo Franco Locatelli, in conferenza stampa alla Protezione Civile: «Un panel identificato dal commissario Domenico Arcuri, con competenze tra loro complementari, procederà all’identificazione della tipologia del test, che verrà poi somministrato a un campione di 150mila persone», ha chiarito il professore. Occorre capire fin dove si sono spinti i focolai, quanti soggetti hanno sviluppato difese immunitarie, quanti sono ancora esposti, facili prede della Covid-19. Presupposti indispensabili per pianificare la regia della fase 2.
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