Coronavirus, la soluzione per l’estate 2020: ecco la nuova idea
“Safe Beach Space ha un costo sostenibile, ma cerchiamo partner per produrlo e immetterlo sul mercato, anche internazionale”, è l’ambizione di Langiu. “Le misure di contenimento della diffusione del coronavirus – osserva – sono una buona occasione per realizzare questo progetto, ma io son convinto che servirà anche in futuro, per ottimizzare gli spazi in spiaggia e per riprendere a viverla secondo delle regole minime di rispetto reciproco” (foto: ANSA / Mag3 studio progettazione Gianluca Langiu)
Il lockdown imposto dall’emergenza coronavirus ha imposto misure come il distanziamento sociale. Una novità che potrebbe essere necessaria anche d’estate. E allora, in vista della stagione balneare, sono numerose le idee per consentire a tutti di andare al mare, ma mantenendo le distanze. Tra le ultime proposte quella di “Safe Beach Space”.
Mag3, il suo studio di progettazione, ha elaborato un’idea che si è materializzata con la collaborazione del Klojaf Studio di Nuoro. Il Fab Lab Olbia, ha realizzato il prototipo del picchetto che supporta un nastro teso a delimitare lo spazio in cui ognuno sta senza rappresentare un pericolo per la salute del vicino di ombrellone. Materiali da riciclo, trasportabilità del kit, praticità di montaggio. In due modelli, quello rettangolare per gli stabilimenti balneari e quello ottagonale per la spiaggia libera.
“È un sistema modulare collegabile ad altri, sempre nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio, un nastro tessile, stampabile e personalizzabile con loghi aziendali o sponsor – spiega l’ingegnere – i picchetti, mai prima in commercio, sono in materiale plastico da riciclo e sono stati progettati apposta, il porta kit è una retìna che non trattiene la sabbia”.
“Safe Beach Space ha un costo sostenibile, ma cerchiamo partner per produrlo e immetterlo sul mercato, anche internazionale”, è l’ambizione di Langiu. “Le misure di contenimento della diffusione del coronavirus sono una buona occasione per realizzare questo progetto, ma io son convinto che servirà anche in futuro, per ottimizzare gli spazi in spiaggia e per riprendere a viverla secondo delle regole minime di rispetto reciproco”.

