Chiariello: Sepe-Ospina che Meret-Ospina? Il Napoli dovrebbe assolutamente convincere Gattuso, ne ho visti pochi di talenti come lui ultimamente. Meret ci ha fatto vedere che talento è, sarebbe stupido non farlo fiorire completamente
A ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione in onda su Radio Punto Nuovo, sono intervenuti opinionisti e giornalisti per parlare di Capital Partners interessato a gestire i diritti TV della serie A, di Spadafora, di Meret, portiere del Napoli e di altro.
Questi i loro interventi riportati fa ForzAzzurri.Net:
Agresti: “Spadafora ‘Ministro contro lo Sport’ non far ripartire la Serie A vuol dire voler il male dello Sport italiano”
Stefano Agresti, direttore calciomercato.com: “Oggi abbiamo avuto la conferma di quello che abbiamo scritto l’altro ieri. Conte non ha gradito la mossa di Spadafora, anche il calcio deve avere un riscontro con i massimi vertici del Governo. L’intervista di Conte è un segnale importante perché vuol dire che la sua opinione è differente dal giudizio di Spadafora. E’ vero che non sta facendo nulla oltre a disastri, danni molto seri. Mi aspettavo che riunisse attorno a sé tutte le componenti dello sport per ripartire nel modo migliore, ma non l’ha fatto. Quando Conte parla in quel modo lo fa come un elemento dovuto, nessuno ci crede quando Conte dice una cosa del genere. Vuole indorare la pillola a Spadafora, ma in realtà lo fa fuori perché si è posto in una posizione inaccettabile nei confronti del calcio. Sembra sia stato pilotato da una lobby anti calcio, sono convinto che Malagò abbia condizionato il “Ministro contro lo sport” perché se uno è contro la Serie A è contro tutto lo sport. Allo stesso modo anche il principale quotidiano sportivo italiano ha preso una posizione attendista nei confronti di Spadafora. La nostra non è una battaglia senza esclusione di colpi, ma di logica e buon senso, non di demagogia. Effettivamente in queste settimana la demagogia l’ha fatta da padrona, si è fatto passare il calcio come il mondo di Lukaku, Cristiano Ronaldo, Koulibaly, tutti coloro che guadagnano milioni all’anno. In realtà attorto al calcio ci sono lavoratori che prendono 800 euro, 1000 euro, è per loro che bisogna riprendere. Sappiamo che il rischio 0 non esiste per nessuno, quindi bisogna riprendere in sicurezza”.
Chiariello: “Capital Partners è interessatissimo a gestire i diritti TV: ecco una delle mosse con cui la Serie A vuole rispondere alla crisi”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Private equity, sono quelle società che usano una tecnica di investimento che serve per finanziare società che non sono quotate in borsa e che hanno un elevato potenziale di crescita non espresso. Queste società intervengono partecipando al capitale sociale, e poi disinvestono ottenendo un guadagno. Hanno in genere una durata massima di 3-5 anni, le loro partecipazioni. Uno dei leader è la CVC Capital Partners che è londinese, gestisce 50 miliardi con 300 investitori mondiali ed è già entrata in Italia in vari settori: ha comprato il vecchio e defunto totocalcio. Un’attività decotta che prima era un’istituzione e che si vuole rilanciare. Capital Partners è interessatissimo a gestire i diritti tv garantendo ricavi stabili per il decennio: ecco una delle mosse con cui la Serie A vuole rispondere alla crisi”.
Iaria: “La svalutazione del calcio italiano è la svalutazione del calcio globale. I club non possono pensare di sopravvivere con plusvalenze”
Marco Iaria, Gazzetta dello Sport: “La svalutazione del calcio italiano è la svalutazione del calcio globale. Nel momento in cui va a mancare una parte del ricavato, come i diritti televisivi su cui c’è un contenzioso, a quel punto tutti i parametri economico-finanziari del calcio devono essere ritoccati. Per la Serie A a differenza delle altre Leghe, la leva del trading è stata fondamentale per sollevare i conti. La svalutazione dei cartellini è ancor più impattante rispetto ad altre realtà, tutti gli studi realizzati finora parlano di una forbice tra il 20-30% in meno della valutazione teorica dei trasferimenti. Un conto sono gli studi realizzati sulla base di modelli matematici, un altro lo sono i prezzi reali che dipendono da domanda-offerta. Non potremo mai stabilire a proprio a quanto verrà venduto il giocatore x, di certo c’è un grande problema: ricorrere alle plusvalenze, ma difficilmente potrà essere utilizzata. Negli ultimi anni, i club di Serie A hanno fatto circa 700 milioni di plusvalenze, la stessa cifra che realizza il campionato inglese che però ha un fatturato triplo della Serie A. Se le società italiane pensano di risolvere con una ipervalutazione dei cartellini durante gli scambi, non è altro che spostare più in là il problema. Stiamo già facendo i conti con un sistema super sballato per l’ipervalutazione, l’indebitamento arriva a 2.5 miliardi. Il tema centrale è considerare il calcio che oltre ad essere intrattenimento è un’industria a tutti gli effetti. Attualmente l’occupazione nel settore del calcio è di 122mila posti di lavoro, c’è uno studio della Federcalcio che spiega come, se non si completasse la stagione, si assisterebbe ad un crollo di circa 45mila occupati con un danno evidente”.
Vulpis: “Se io fossi CVC Capital Partners non entrerei in Serie A. Non esistono più i presidenti di una volta, sono tutti gestori”
Marcel Vulpis, direttore Sport Economy: “CVC è un fondo internazionale che investe da diverso tempo. Che possa essere interessato ad investire nel mondo del calcio, credo di sì, di solito questi fondi fanno investimenti su settori in cui si ha l’obiettivo di non rimanere all’infinito. Ho fatto una serie di verifiche ed uno degli esperti mi ha scritto dicendo: “E’ una mezza bufala, da verificare”. Se io fossi CVC Capital Partners non entrerei in Serie A, ma in Premier League. Mi aspetto una conferma o una disdetta, entro 72 ore per capirne qualcosa in più. Ancora oggi il mondo del calcio non ragiona mai con le proprie gambe, vogliono sempre la pappa pronta. Tolte Udinese, Juventus e Sassuolo perché non si fanno progetti sui nuovi stadi? Con tutto il rispetto per Ferrero che mi sta simpaticissimo, ma se lo si fa come lo fa lui cioè il gestore senza mettere un euro, allora posso andare anche io. Qual è il valore di queste persone? Che si fanno un giro in televisione? L’ultimo vero presidente è stato Moratti e prima Berlusconi, adesso sono tutti gestori”.
Chiariello: “Meret ci ha fatto vedere che talento è, sarebbe stupido non farlo fiorire completamente”
Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNapoli: “Sfogliamo la margherita: Mertens sì o Mertens no? Non è solo lui il problema. Si sottovaluta che Meret ha dei mal di pancia: se non ha garanzie da titolare, uno come lui in panchina non ci sta. Siamo proprio sicuri che è intelligente perdere un talento del genere? Siamo sicuri che è meglio passare a Sepe-Ospina che Meret-Ospina? Il Napoli dovrebbe assolutamente convincere Gattuso, ne ho visti pochi di talenti come lui ultimamente. Meret ci ha fatto vedere che talento è, sarebbe stupido non farlo fiorire completamente”.
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