Le 14 positività del Genoa mettono in evidenza le criticità dei protocolli della Lega Calcio
La Serie A rischia di fermarsi a causa dei positivi del Genoa. La partita tra Napoli e Genoa, giocata domenica 27 alle ore 18, ci ha dato due dimostrazioni: la prima riguarda la squadra partenopea dopo aver vinto contro i rossoblù per 6 a 0 è pronta per affrontare la Juventus di Andrea Pirlo. La seconda, più preoccupante, ha messo in evidenza alcune falle del sistema calcio nei confronti della prevenzione al Coronavirus.
I Fatti
La positività di Mattia Perin viene ufficializzata verso le 12:30 di Sabato 26 settembre e mette in moto una serie di controlli per la squadra del grifone. Nella serata, con l’accordo del mister Maran, la società decide di posticipare la partenza per Napoli e di fare degli ulteriori esami in un albergo di Genova, aspettando i risultati dei tamponi il giorno seguente. La domenica mattina del 27 settembre arrivano i responsi: Schone è “debolmente” positivo al Coronavirus (debolmente in merito alla carica virale). La Lega Calcio, essendo venuta a conoscenza di Perin, decide di spostare il match dalle ore 15 alle 18 a causa del poco tempo materiale dei rossoblù di raggiungere Napoli.
I 14 positivi
Dopo la vittoria del Napoli, il Genoa torna a casa con la consapevolezza di non aver giocato un ottimo match. A far piovere sul bagnato è il comunicato del 28 settembre della società rossoblù che afferma: “Il Genoa Cfc comunica che dopo gli accertamenti odierni il numero di tesserati positivi a Covid-19 è salito a quattordici tesserati tra componenti team e staff. La Società ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo in vigore e informato le Autorità per le procedure correlate. Il Club fornirà prossimi aggiornamenti dettati dall’evoluzione.” La notizia dei 14 positivi, 11 giocatori e 3 dello staff, mette in atto in casa Napoli la preoccupazione di una possibile positività per la propria squadra e ha subito attivato il protocollo per i tamponi, che erano già previsti nella giornata del 29 settembre, di cui si aspettano i risultati.
Protocollo
Questa vicenda ci permette di poter analizzare quale sia il protocollo utilizzato dalla FIGC e dalla Lega Calcio. La circolare del Ministero della Salute del 18/06/2020 n. 21463 afferma che l’attività agonistica di squadre professionali nel caso di riscontro di un giocatore positivo al Coronavirus deve disporre l’isolamento ed applicare la quarantena dei componenti del gruppo squadra (per gruppo s’intende calciatori, allenatori, massaggiatori, fisioterapisti, medici sociali, magazzinieri e altri componenti) che hanno avuto contatti diretti con l’eventuale caso confermato.
Per quanto riguarda il giorno della gara programmata, qualora si fosse accertato il caso di Covid-19, l’intero gruppo squadra deve essere sottoposto (a carico delle società sportive) al test in modo da ottenere entro 4 ore il risultato. A fine match, i componenti della squadra devono riprendere il periodo di quarantena fino al termine previsto.
Inoltre, il protocollo della Federazione ha regolamentato anche i test medici per le società che devono essere fatti periodicamente durante gli allenamenti (nota di aggiornamento pubblicata proprio il 28 settembre) che afferma: “la negatività̀ del test molecolare per la ricerca del virus SARS-CoV-2, attraverso tampone rino-faringeo, può essere acquisita “soltanto” a ridosso della competizione sportiva. Il test molecolare deve, comunque, essere effettuato entro e non oltre le 48 ore antecedenti la disputa della gara.”.
Un ulteriore elemento da mettere in evidenza riguarda il rinvio delle gare: la UEFA ha applicato che nel caso ci fossero 13 casi positivi di Coronavirus accertati, la partita deve essere rinviata. Questa regola nel campionato italiano non è prevista, ma sarà necessaria?
Il Campionato
Oltre gli esiti dei tamponi della Società Sportiva Calcio Napoli, anche il destino della Serie A è ancora da comprendere. Tra le diverse opzioni, che il ministro dello sport Vincenzo Spadafora sta analizzando, non manca il blocco del campionato di calcio per 14 giorni oppure stop agli incontri delle squadre con numero elevato di positivi.
Alla luce di tale evento è lecito chiedersi se il campionato di calcio riesca a prevenire la diffusione del Covid o sia il centro nevralgico della diffusione. L’unica cosa che i tifosi possono fare è attendere la decisione che verrà presa.
Francesco Abate

