Il fuorigioco è sempre stato severo con gli attaccanti. E’ arrivato il momento di cambiare la regola
Il fuorigioco è sempre stato severo con gli attaccanti. Per 65 anni il fuorigioco è rimasto stabile: anche i gol in fuorigioco di oltre un metro erano accettati in quanto ingiudicabili.
Tutto è cambiato dal 1990: così come riportato dal Corriere.it, la televisione «pretese» nuovi guardalinee per ridurre i gol irregolari concessi o i gol regolari annullati. I guardalinee abbassarono i margini di errore fino a mezzo metro malgrado una velocità maggiore del gioco. Era già un miracolo: si scopriva finalmente che la difficoltà del fuorigioco era dovuta soprattutto all’individuazione del momento preciso del lancio del pallone (fase 1), piuttosto che alla valutazione del contemporaneo superamento della linea di difesa da parte dell’attaccante (fase 2).
Oggi, bisogna cercare soluzioni coraggiose per il calcio raccogliendo i risultati dell’attuale lavoro umano-tecnologico sul fuorigioco, ma non sprecando il lavoro d’attacco delle squadre per i pochissimi centimetri dubbi che in fondo non danno vantaggi reali all’attaccante.
Cerchiamo i gol per migliorare il prodotto e poi paradossalmente li cancelliamo. Si tratta di riflettere se privilegiare, nelle decisioni dubbie, il righello o lo spirito. Talora sembra di assistere a una gara di atletica giudicata alla fine con estremo rigore, ma priva dell’allineamento corretto sulla linea di partenza.
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