Palladino, dopo questo esordio sulla panchina dell’Atalanta, da che cosa riparte? Dall’analisi del primo tempo più complicato o dall’ottimo secondo tempo della sua squadra?
“Tutti e due. Tutti e due perché bisogna analizzare bene le partite. Le partite mi danno spunti. C’è stato il primo tempo in cui bisogna fare i complimenti al Napoli perché hanno interpretato bene la partita e sono venuti forti in avanti. Noi abbiamo messo Pasalic in quella posizione per poter tirare fuori ancora il loro centrale. Loro sono stati bravi. Noi non abbiamo interpretato bene quello che potevamo fare meglio, però è stato demerito nostro. Siamo partiti un po’ contratti. Potevamo trovarlo Mario, quindi è un demerito della squadra. Abbiamo avuto poco tempo per lavorare e ci andremo a lavorare.
Per quanto riguarda il secondo tempo mi è piaciuta la reazione della squadra. Mi è piaciuta la reazione, lo spirito, la voglia, l’intraprendenza che ha avuto. Bisogna ripartire da quello. Dal secondo tempo mi piace quello che hanno fatto i ragazzi, come se non fosse successo niente nel primo tempo. Vuol dire che ci sono dei valori, dei grandi valori tecnici, fisici e umani. Mi porta a casa delle cose su cui dover lavorare e delle cose positive. Ci sono tante. Studio, a voi.”
Buonasera mister. Volevo soffermarmi sulle cose positive. Avete fatto un grande secondo tempo, però è coinciso con l’ingresso di Scamacca: ha giocato benissimo, teneva palla, ha segnato un grandissimo gol. L’unica cosa che ti posso chiedere, per piacere, è di non giocare più senza attaccanti: con l’attaccante giocate molto meglio…
“Luca, a volte sono strategie. Questa squadra ha sempre giocato un 3-4-2-1 oppure un 3-4-1-2. Quindi ce l’ha nelle corde. Abbiamo avuto davvero poco tempo per stare insieme. La settimana scorsa abbiamo lavorato con 9 giocatori. Questa settimana, solo due giorni, ho avuto a disposizione tutta la squadra. Ho cercato di far passare i più concetti possibili, però l’idea nostra era quella. Poi è ovvio che nel secondo tempo, con Gianluca, abbiamo avuto più peso davanti. Abbiamo avuto riferimento, quindi ci ha dato una grande mano. Però, a prescindere da questo, è un parco offensivo. Ci sono grandi giocatori, quindi ci sono tante cose su cui lavorare.”
Sono certo che ci sia anche poco tempo, perché avete tante partite: c’è l’Eintracht, ci sarà la Fiorentina… Ha avuto modo di “respirare” un po’ questa squadra in allenamento. Che sensazioni le ha dato il gruppo in partita e che tipo di sfida rappresenta per lei, in questo momento, l’Atalanta?
“Ma loro sono dei soldati. Mi hanno impressionato per la loro dedizione al lavoro, per la loro applicazione. Per la loro voglia di uscire da questa situazione. Ci sono tanti valori umani importanti che dobbiamo continuare a mettere dentro. Dobbiamo continuare a lavorare. Ho avuto delle ottime sensazioni. Poi è la partita che ti dà gli spunti. Gli spunti dipendono da quello che si va a ritrovare nella partita. Bisogna prendere gli spunti su cui lavorare. Rafforzare quello che di buono c’è stato. E lavorare su quello che non ha funzionato. Bisogna aggiustare.”
La sfida europea che sta per affrontare è impegnativa e può regalare serate magiche anche per lei da allenatore. Le chiedo se se le sta già immaginando, al di là del campo e della preparazione tattica.
“Io sono uno che si emoziona poco. Fa piacere fare una competizione così importante. Sono concentrato sulla partita di stasera. Su quello che devo lavorare nei prossimi giorni. Prepareremo meglio la partita di Champions. Poi penseremo al campionato, alla Coppa Italia. Abbiamo tre competizioni importanti. Ci teniamo a far bene tutte e tre. Grazie a voi.”
Fonte foto in evidenza — Archivio —
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