La rivoluzione di Conte: dal caos al primo posto in 21 giorni
Tre settimane fa il clima attorno al Napoli era quello delle grandi crisi, con l’ombra di una squadra in pieno smarrimento. Oggi, lo scenario è esattamente l’opposto. L’analisi proposta da Il Mattino racconta una trasformazione profonda: in ventuno giorni, dalla notte nera di Bologna al trionfo dell’Olimpico, il Napoli ha ritrovato identità, convinzione e continuità.
La svolta nasce dalla scelta più rischiosa: Antonio Conte ha rimesso mano all’impianto di gioco proprio nel momento più complicato, accettando di ridisegnare principi e strutture nonostante l’assenza contemporanea di Anguissa, De Bruyne, Lukaku e altri elementi chiave. Una rivoluzione che, sulla carta, sembrava impraticabile. Eppure ha funzionato: i campioni d’Italia sono tornati in vetta alla classifica.
La testata napoletana richiama anche le parole del presidente De Laurentiis, che ha riconosciuto il peso del lavoro del tecnico: “Grande vittoria di un gruppo guidato da un vero condottiero!“. Un elogio che fotografa perfettamente il momento: Conte non è mai stato un allenatore “sereno” in senso classico, ma la sua squadra all’Olimpico ha mostrato una padronanza totale del campo, senza sbavature.
Il gol è arrivato in contropiede, ma dopo una gara condotta con autorità. La Roma di Gasperini non è mai riuscita a sviluppare una manovra pulita, segno che la metamorfosi del Napoli è stata soprattutto mentale: Conte ha lavorato sulla testa, sul gruppo, sull’ambiente, ritrovando compattezza e fiducia. Il resto – automatismi, equilibrio, fluidità – è tornato di conseguenza.
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